Acqua/Terra Jellyfish Barge

Acqua/Terra: Ambiente, Paesaggio, Territorio, Ecosistema

Acqua/Terra: Ambiente, Paesaggio, Territorio, Ecosistema da preservare.

Acqua/Terra Convegno-Abbazia-Rosazzo_foto©Luigi-Vitale

Acqua/Terra Convegno-Abbazia-Rosazzo_foto©Luigi-Vitale

La conferenza Vigne Museum: Acqua/Terra, uno degli appuntamenti di punta del programma 2015 del Vigne Museum, progetto culturale promosso dall’azienda Livio Felluga, si è svolta ieri, domenica 7 giugno, nella magnifica cornice dell’Abbazia di Rosazzo, a pochi passi dalla struttura artistico architettonica di Yona Friedman e Jean-Baptiste- Decavèle, inaugurata lo scorso settembre in occasione dei 100 anni di Livio Felluga.

Moderata da Edoardo Vigna, caporedattore del settimanale di attualità e lifestyle Sette del Corriere della Sera, la tavola rotonda interdisciplinare si è concentrata su temi di forte attualità quali l’Ambiente, la tutela del Paesaggio e del Territorio e la salvaguardia dell’Ecosistema attraverso una presa di coscienza della collettività partendo dalla sensibilizzazione del pubblico presente.

A dare il benvenuto Elda e Maurizio Felluga che hanno sottolineato il ruolo di promotore culturale dell’azienda Livio Felluga attraverso il Vigne Museum: “Abbiamo voluto realizzare questa conferenza di alto livello nella quale si intrecciano arte e scienza, perché questo museo all’aria aperta, realizzato per i 100 anni di nostro padre Livio, sia un contenitore di conoscenze e sperimentazione”.

Acqua/ Terra   Livio-Felluga-100

Acqua/ Terra Livio-Felluga-100

Il Vigne Museum, infatti, nasce con la volontà di attingere da un network consolidato di relazioni provenienti al mondo dell’arte contemporanea, della scienza grazie alla collaborazione di RAM radioartemobile di Roma, partner del progetto. In linea con la visione di Yona Friedman, il Vigne Museum è un progetto aperto, una struttura senza pareti atta a promuovere contenuti che aprono l’orizzonte della conoscenza a 360 gradi.

In Vigne Museum: Acqua/Terra si sono alternati, in ordine di intervento: Blaz Peršin (Direttore del Museum and Galleries of Ljubljana – MGML) Stefano Mancuso (Professore all’Università di Firenze e direttore del LINV – Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale), Andrea Maroè (Agronomo, Docente Certificato Arboricoltura Ornamentale Urbana, Istruttore Master Treeclimbing), Stefano Moriggi (professore di Filosofia della scienza all’Università Bicocca di Milano) e Giuliano Sergio (critico e curatore indipendente, professore di storia dell’arte all’Accademia di Urbino).

Variegati e complementari i contenuti che hanno spaziato dalla neurobiologia vegetale raccontando l’innovativo progetto condotto da Stefano Mancuso e dalla sua equipe dell’ LINV, il Jellyfish Barge, secondo classificato al premio delle Nazioni Unite “UNECE Ideas for Change Award” e progetto di punta di EXPO 2015. Questa struttura consente di coltivare cibo e produrre acqua dolce dal mare per sopperire alla carenza di terra e acqua prevista nel 2050 a fronte di una crescita mondiale della popolazione di 3.5 miliardi. Con una spesa irrisoria, 50 mila euro il prototipo e 10.000 euro se industrializzato, il Jellyfish Barge potrebbe rendere il mare abitabile e coltivabile fino a diventare unico rimedio ad oggi per il nutrimento di tutti. Blaz Peršin ha ricordato la responsabilità civile, politica e sociale che i musei hanno in quanto conservatori di storia e memoria. Con il Water Project, progetto esteso in tutta la capitale, che Lubiana inaugurerà il 23 giugno in veste di European Green Capital, anche l’acqua entrerà nel museo come bene da tutelare e salvaguardare ai posteri. Si è parlato di filosofia con Stefano Moriggi. Con una rapida escursione all’interno della storia della filosofia occidentale, Moriggi ha sottolineato come già nell’antica Grecia il filosofo Talete di Mileto aveva attribuito all’acqua dei poteri eccezionali. Ogni cosa deriva dall’acqua, elemento alchemico di trasformazione e rinnovamento. Andrea Maroè – definito lo “scalatore degli alberi” che ha percorso più di 200 km di arrampicate verticali sugli alberi monumentali più antichi – incredibili creature che, come ha detto l’agronomo Maroè, “se solo sapessero guardare, ascoltare e annusare, salverebbero anche noi”. A chiudere la tavola rotonda il critico d’arte e curatore Giuliano Sergio che, attraverso alcuni esempi propri dell’arte contemporanea, ha saputo raccontare come ambiente e cibo sono diventati simboli pervasivi della cultura di massa, assumendo significati e presenza diversa nella cultura artistica dal dopoguerra ad oggi.

La giornata si è conclusa con un brindisi offerto dall’azienda Livio Felluga per ringraziare i partecipanti e per invitare il pubblico al prossimo imperdibile appuntamento, questa volta dentro il Vigne Museum, il 4 luglio al concerto/performance della musicista e compositrice Sylvia Hallett che si esibirà, unica data in Italia, con un brano esclusivamente composto per il Vigne Museum e in omaggio a Livio Felluga, patriarca dell’enologia friulana.

Acua/Terra Abbazia di Rosazzo

Acua/Terra Abbazia di Rosazzo

Su Per Alberi è quello che oramai fa quotidianamente Andrea Maroè, per lavoro da quasi trent’anni e proprio questo strano lavoro gli ha permesso di incontrare moltissimi Super Alberi. “Ma la passione che brucia dentro e mi obbliga a salire e scoprire i grandi alberi ha “radici” ancor più lontane. Da quando mio padre, uno dei primi vivaisti friulani, piantò, il giorno in cui son nato, un ciliegio.

Da quando, ancora bambino, su quel ciliegio ho iniziato a salirci, inventando storie di draghi e di eroi, rubando ciliegie a maggio, costruendo la mia prima casa sull’albero, studiandoci, seduto su un grosso ramo, quando andavo al liceo. Passione che è diventata lavoro quando, dopo la laurea in agraria, e con una grande amore per la montagna e la speleologia, ho iniziato a usare le corde per arrampicarmi sugli alberi per studiarli, curarli e potarli. Un mestiere ricco di sorprese, che mi ha fatto arrampicare gli alberi più vecchi e più grandi del mondo… ma che mi fa amare anche gli alberi più poveri e semplici.

Ma una natura così imprevedibile, un mondo ancora così poco conosciuto, una energia così carica che si sprigiona quotidianamente, non possono non essere raccontati, spiegati, regalati. E’ per questa necessità di raccontare… insegnare a volte… ciò che l’albero ci svela… nel suo linguaggio muto… fatto di corteccia che si rompe… di legno che si accresce e di tempo lento che passa…”

Acqua/Terra  Su Per Alberi

Acqua/Terra Su Per Alberi