Ho vinto, ho perso moser

Ho vinto, ho perso, non ho mai solo partecipato

Ho vinto, ho perso, non ho mai solo partecipato. Questa la filosofia del ciclista italiano che ha riscosso più successi nella sua carriera agonistica: Francesco Moser! La sua autobiografia, scritta a quattro mani con Davide Mosca si intitola: “Ho osato vincere”.

 Ho vinto, ho perso   Francesco Moser

Ho vinto, ho perso Francesco Moser

La famiglia Moser è originaria della Val di Cembra, qui ha praticato l’agricoltura e profondamente contadino si è sempre sentito Francesco, legato alla terra e alle viti, ha sempre preferito il volante del trattore al manubrio della bicicletta, e pensare che due fratelli, Aldo ed Enzo, hanno corso da professionisti prima di lui. Francesco non ha mai pensato di cimentarsi con le due ruote mentre i fratelli mietevano successi, lui seguiva la campagna di famiglia. Poi un giorno ha deciso di dedicarsi allo sport, è partito tardi, diciottenne, e destava perplessità la sua decisione. Invece l’ultimo dei Moser si è dimostrato subito con la stoffa del campione.

Il palmares è vasto, il più ricco mai vinto da un ciclista italiano, anche se per lui erano sconfitte le volate dove si classificava magari secondo, visto che aveva iniziato la fuga e i compagni che lo seguivano approfittavano della sua generosità, correvano senza dare un aiuto e al traguardo lo beffavano perché più freschi!

Il Giro d’Italia è stato poco generoso con i fratelli Moser, hanno indossato complessivamente la maglia rosa per un totale di quasi cento giorni ma hanno avuto grandi difficoltà a vincerlo! Francesco ha seguito le orme sfortunate dei fratelli e, pur ottenendo secondi posti nel podio finale, ha dovuto aspettare a lungo prima di esultare sul gradino più alto della corsa rosa. Nel frattempo aveva collezionato vittorie alla Parigi-Rubaix, i titoli mondiali su pista e su strada, la Milano-San Remo, la Freccia Vallone, il Giro di Lombardia, il titolo italiano su strada e molti altri.

Ho vinto, ho perso Parigi-Rubaix

Ho vinto, ho perso Parigi-Rubaix

È nel momento più difficile della sua carriera agonistica, tutti lo davano per finito (aveva corso per pochi anni ma sempre all’arrembaggio, senza mai risparmiarsi) e proprio quando sembrava sul viale del tramonto gli viene proposto di tentare il record dell’ora. Avrebbe dovuto battere il record stabilito dal cannibale Eddy Mercks, un tabù da non affrontare, gli esperti lo giudicavano imbattibile ancora per diversi anni. Francesco Moser accettò subito sorprendendo anche Paolo Sorbini patron dell’Enervit, il dottor Aldo Sassi e il dottor Giovanni Tredici, i quali erano andati a casa Moser per proporgli l’eresia di tentare di superare l’irraggiungibile distanza!

Il carattere spigoloso, la totale mancanza di volersi adeguare al mercanteggiare in gruppo, la poca propensione alla diplomazia gli creano nemici anche tra i giornalisti che seguono il ciclismo e così ad ogni passo falso della sua carriera questi si scatenano nelle critiche, nelle previsioni più infauste, nel più ovvio gossip sulla vita privata.

Ho vinto, ho perso  51,151-TRENTO

Ho vinto, ho perso 51,151-TRENTO

In realtà la sua vita privata è già disegnata, visto che è sempre stato scritto che sarebbe ritornato a fare il contadino nella sua terra, si è sposato e la sua primogenita, Francesca, ha mosso i primi passi proprio nel prato del velodromo di Città del Messico dove si è svolta la prova del record del mondo. Il secondo figlio, Carlo, è nato mentre Francesco correva un Giro d’Italia e lo ha costretto ad un tour de force in macchina per visitare puerpera ed erede. Il terzo figlio è Ignazio, aveva iniziato pure lui la carriera di ciclista, ma proprio recentemente ha rinunciato e adesso lo possiamo trovare tra le viti o nella cantina di casa Moser.

Questo è solo un riassunto delle imprese sportive del grande Francesco Moser, tutto è descritto nella autobiografia. È un libro che si legge d’un fiato, avvincente incuriosisce perché si trovano risvolti della storia affascinante di un uomo legato alla terra, capace di vincere e di perdere con lo stesso spirito indomito, capace di risorgere dalle ceneri e smentire le cassandre, sincero e diretto nei rapporti.

Adesso che è tornato all’agricoltura ha una storia sportiva di tutto rispetto e i tifosi di un tempo gli sono ancora devoti, perché per loro ha corso non solo per vincere ma soprattutto per dare spettacolo! Ora lo si trova a Maso Warth, alle porte di Trento, produce vino con la collaborazione dei figli e del nipote Matteo, uno dei locali dedicati all’accoglienza è riservato ai ricordi della carriera in bicicletta, vi è poi una sala in cui ci si può sedere a degustare i vini della cantina.

Ho vinto, ho perso  I-MOSER

Ho vinto, ho perso I-MOSER

Oggi “Ho osato tanto” viene presentato nella sala di rappresentanza del comune di Trento, sicuramente avrà un grande successo, come ne ha avuto sempre il suo autore!  U.B.

– “Ho osato vincere” Francesco Moser con Davide Mosca

– Mondadori Libri – collezione Strade Blu

– I EDIZIONE MAGGIO 2015 – € 19,00 – pagg. 221

e-book disponibile  – ISBN 978 88 04 6511 4 –

Ho vinto, ho perso  record-messico

Ho vinto, ho perso record-messico