Castello di Pozzolo Formigaro

Il castello di Pozzolo Formigaro è incantato

Il castello di Pozzolo Formigaro è incantato. Di musica. Fino a qualche ora prima, lì attorno, era ancora autunno caldo. Adesso c’è un vento freddo che sferza senza logica e tiene tutti rintanati in casa, accompagnato da pioggia fredda che è quasi neve. Le vie di Pozzolo sono deserte. C’è un’aria strana in giro. Parcheggi facile e ti domandi: ci sarà il concerto o l’avranno annullato? Un piccolo bar all’angolo, a due passi veri da via Trinità, dove c’è ancora la casa dei nonni – i Rota di Pùssò – ti danno la dritta, prendi quella stradina e in un attimo sei al Castrum costruito nel 1092. È lì che si tiene il concerto. “Nella segreta” aggiungerai tu quando scoprirai la porticina poco segnalata ma assai affascinante che immette in una sala – segreta appunto – che ricorda una cantina. Sei nel castello. Che fuori, con le sue bandiere che sventolano, ha un’aria davvero da medioevo. Brrr.

 Castello di Pozzolo Formigaro - StefanoMarelli2 Castello di Pozzolo Formigaro - StefanoMarelli2

Castello di Pozzolo Formigaro – StefanoMarelli2

Non sei ancora entrata che il GianniNesto, musicista autoctono, è sulla porta a salutare e benedire chi entra, chi fin qui è arrivato. Da Novi, da Alessandria, da Casale Monferrato, da Genova e da Tortona. Ma poi chissà… Il batterista di Pozzolo Formigaro, capello lungo bianco, occhio acceso (ma le facce che fa quando suona? sono un fumetto quelle facce da batteria!) ti saluta senza capire giustamente bene chi sei. Sei la cugina di un suo collega musicista, quello che Zucchero? Va bene. Entra come tutti. E goditi la serata senza tante smancerie. Si comincia.

Si inizia quasi puntuali e la gente arriva, non tantissima ma ce né. E comunque dal primo suono alla fine partecipa con grande passione. Saranno mica tutti parenti di GianniNesto? Ti siedi davanti, vuoi la scena. Al primo ascolto ti pare che tutto rimbombi, tanto che ti dici: no non è il luogo giusto, forse andava bene per salami e vini, ma per la musica… Invece loro, i tre, smanettano e accordano. Partono e tutto sembra perfetto. L’acustica magica. I volumi giusti. Il viaggio è un biglietto aperto con molte fermate.

“Faremo un po’ di musica”, promette GianniNesto con la sua camicia nera piena zeppa di stelline bianche e dopo l’intro sintetica e senza fronzoli dell’assessore comunale di turno: “comunque godetevi il concerto, questi sono bravi, tecnicamente e umanamente, soprattutto questi sanno cosa è la buona muisca, poi tornate dal 6 dicembre tornate per arrivare sereni al giorno di Natale” e si congeda così lasciandoci tutti lì in balia. Di una scaletta che non c’è.

Che bello. Si parte. Come un treno è Fossati che ti prende la vita e ti catapulta in una delle sue canzoni più belle, quella che ti racconta la fortuna di vivere adesso, in questo tempo sbandato… e il futuro chissà se ha fiato. Come questa canzone: “Una notte in Italia” che diventa una notte a Pozzolo Formigaro. .. Da come introduce “la scaletta che non c’è” ci metti un attimo a capire che Marelli è già entrato in empatia con tutti. Arriva da Genova, passando dalla Sardegna ora, se non capisci male, vive anche  nel Tortonese.  E tutti qui lo conoscono. Lo aspettavano da agosto almeno. Capirai presto perché. Lo capisci soprattutto perché i tre sembrano nove: con il basso perfettamente in simbiosi con il resto della musica e con il GianniNesto alle percussioni che fanno di tutto, potrebbero anche suonarti le campane.

Attaccano un nuovo pezzo.  Stefano cambia chitarra. Nesto ti spiega che acustica è tutta la musica acustica anche quella della chitarra elettrica. Anche quella che da pop a  rap diventerà rock. È un attimo e la chitarra elettrica la accende Lucio Dalla con la sua “Disperato Erotico Stomp”. Il chitarrista dalla voce calda scherza ancora con il pubblico “Cantatela voi io divento rosso”. E tu con loro ti diverti un sacco, ormai il freddo e l’inverno arrivato da poche ore sono solo fuori, chiusi oltre il ponte sospeso del castello. Incantato.

Tutto prosegue, tutto diventa rock, è un attimo quando arriva la promessa di “Uno dei momenti più rock della serata”. Dice il cantautore baffo “la dedichiamo con affetto ai cugini francesi, ai quali va la nostra solidarietà ma intanto la Gioconda ce l’hanno fottuta, vabbé cantiamo…”. E arriva Ivan Graziani con Monna Lisa. Un pezzo che fa uscire la bravura cosmica dei tre: Stefano Marelli alla chitarra, Andrea Garavelli al basso, Gianni Nesto alla batteria.  Il Trio dell’Isola che c’è.

Pozzolo-Formigaro

Pozzolo-Formigaro

Ti calmi solo quando attaccano “Dedicato” di Fossati e i suonatori che … dedicato a te… Ti sciogli e lui ne approfitta. Ti presenta un suo bramo “Lento, lento”  una sua canzone che “non passa mai alla radio” ma capisci subito che il cantautore c’è perché arriva anche quella  candidata al Premio Tenco 2009 (non è poco) che si intitola “Immobile” ed è bella, pulita e basta… Immobile, la sua canzone ti piace e ti porta a viaggiare in un quartiere, il San Lorenzo di Genova, dove è nato lui, Stefano Marelli. Facile o felice come lui  nella serata di Pozzolo.

Basta con le sdolcinature riecco Fossati e i tre si scaldano con “Panama”:  pignacolada o Coca-Cola… Non ne posso più… Balli sulla sedia. Sono bravi e te ne accorgi perché se chiudi gli occhi ti portano via. Con quella musica. Buona musica. Ti fanno sentire eroe. Nella segreta di Pozzolo sei anche un po’ eroe. Alla David Bowie certo, un eroe. We can be Heroes, just for one day. Scherza e canta il Marelli con noi. “Del resto con la Juve che gioca, con questo tempo – e con le cavallette aggiunge misteriosamente Nesto – siete qui sulla direttrice verso Pollastra…”.

E cosa vuoi cantare a questo punto?  Cosa prevede la scaletta che non c’è? Prevede “Che coss’è l’amor…” ma i tre sono più generosi di Vinicio Capossela e soprattutto  sanno come sorprenderti. Come potevi arrivarci a quel punto? Non c’è un nesso ma solo un Nesto fra un brano e l’altro. E comunque sia, tutto funziona senza logica. Come vuole l’irrazionalità della buona musica. Quella che torna indietro nel tempo: 1967, Luigi Tenco, la sedia fa un buco nel pavimento di mattoni antichi. Sei inchiodata dai sentimenti, la canti: è “Vedrai, vedrai”. Vedrai che cambierà, non so dirti come e quando, ma un bel giorno cambierà …

Basta sei rapita. Ti avvolgi come un serpente sul tuo posto. C’è “Pensiero stupendo” che serpeggia nella sala e una tipa accanto a te – vera fan del Marelli – che sembra in trance e gesticola come Patty Pravo. È un po’ magica anche lei. Poi non sai come e si finisce per ascoltare anche John Lennon e Paul McCartney, “che quando erano all’inizio suonavano anche 5 ore in posto come questo” motiva così il Marelli la scelta del pezzo…

Se lui è di Genova ha una chitarra che gli pulsa tra le dita come un organo vitale (un cuore? un polmone?) e per di più una voce calda come quella, capace di andare un po’ ovunque con i toni, ecco che non può mancare un tris di pezzi in lingua del mago De Andrè. Non capisci una sola parola del genovese incanto, ma fra “Creuza de Ma” e “A Duménega” forse nell’ordine inverso, forse no, ti lasci cullare come davanti a un tramonto fissando la nave che parte. Dal porto di “Sena” la nave parte.

La trilogia di De André riporta il Marelli alla sua storia. Ed ecco un pezzo, il suo pezzo, che non t’aspetti di non avere mai sentito: bello da piacere, da ricordare, da strimpellare (ah come è strano il destino non scontato dei musicisti veri). “Ho visto coppie” è proprio un bel pezzo. E diverte. Le sue sono coppie molto alternative e si infrangono in un pezzo che finisce con una promessa di matrimonio. E la storia così accontenta tutti: quelli che ahimè l’hanno fatto,  quelli che non lo faranno mai e quelli che lo faranno presto. Tutte e tutti si divertono. E lui lo sa. Così se ne approfitta e chiude con un altro suo pezzo. Chiude dopo almeno tre ore una serata speciale. Nel castello incantato di Pozzolo Formigaro.

Dove era tutto iniziato? Da FB. La grande musica d’autore ma anche tanto altro è approdata a Pozzolo con il “TRIO DELL’ISOLA”, aveva promesso Gianni Nesto. Per una serata di musica, sogni ed evocazioni che solo le canzoni possono fare. Che solo certe canzoni possono scatenare, nelle visionarie reinterpretazioni di Stefano Marelli (chitarre acustiche elettriche voce) Andrea Garavelli (basso elettrico) e GianniNesto (batteria e nativo pozzolese).

Ingresso libero! uscite per vincere la pigrizia la paura le mille giustificazioni che questa società malata ci insinua nella mente e nello spirito. Uscite di casa per condividere musica genuina autentica eseguita dal vivo: è un gesto di rispetto e resistenza civica.

Lo hai ascoltato il Gianninesto, quella micidiale faccia da batteria, che esplode in musica. E bene che hai fatto. Fine della storia.

Castello-di-Pozzolo-Formigaro

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