Ci beviamo un caffè (amaro) con Magni. Al Ghisallo!

Categorie By @lucianarota
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Ho ritrovato questo post che avevo scritto in un tristissimo 19 ottobre 2012. Ora, a distanza di poco più di 12 mesi, la notizia che leggo sulla Gazzetta dello sport di oggi, 30 ottobre 2013, e che titola “Chiude il Ghisallo” di Magni è un pugno allo stomaco. Di più, un buco nel cuore. Un’ulcera bella e buona.

Va da sé che il caffè questa volta è amaro e preso a stomaco vuoto fa male. Un caffè che condivido in questo spazio di svago, di amore per le cose belle, buone, che emozionano ancora. Uno spazio di cose e persone da ricordare. Di cuore. E quindi, ecco, mentre spero che qualcuno prenda in mano la situazione, che il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio, sopra Como, possa tornare ad essere vivo e in forza com’era lui. Magni, solo poco più di un anno fa... oggi riprendo le parole di allora. Come aprendo un cassetto. E spero...

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Il suo numero, non ci sono santi, è il 3. E tu pensi: tre vite. Non una e qualcosa, a quasi 92 anni. Ma tre. Tre secoli almeno. Quindi quando un tweet di un amico ti raggiunge per darti la notizia: ti buca il cuore nel centro. Prima delle agenzie. Prima che sia vero. Ti avvisa che stamattina se ne è andato Fiorenzo Magni, il Leone delle Fiandre, il grande campione di ciclismo. Colui che sfidava Coppi e Bartali. Quell'uomo forte tutto d'un pezzo fraternamente amico di tuo padre. Di tua mamma. Uno di famiglia.E quindi, di conseguenza, anche un po' il tuo babbo, come usava dire lui, da toscanaccio. Un babbo anche per te, pur se in condivisione allargata. 
 
Ti informano e ci rimani troppo male. Perché non era il momento. Non lo e' mai!  Perché adesso pensi a quel 3. Tre Giri. Tre Fiandre. Tre secoli. Lui che scherzava sul fuoco dei quasi cento anni. Tre come terzo uomo,  un'ossessione un po' celata ma neanche tanto. In famiglia. Quella del terzo uomo. In casa tua non lo si diceva mai, perché papaletto lo conosceva bene Fiorenzo Magni e sapeva che non e' che gli piacesse essere chiamato il terzo. Gli piaceva vincere. E gli piaceva chi vinceva. Quindi Coppi. E anche Bartali. Con una chiara preferenza per Fausto, di cui si dichiarava amico fraterno. Ed era vero. Ma soprattutto dopo...  Dopo che il destino.

Ghisallo magni-3
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Magni era uno che coi numeri e i secondi vinceva un Giro che "sbatteva in fondo alla pagina della Gazzetta dello Sport, la Rosea, la notizia della fine del campionato di calcio. E non viceversa!" ti ricordava con quel suo piglio ogni volta. "Capisci Lucianina, che importanza aveva il ciclismo allora? Come potevamo sentirci noi? Noi eravamo i protagonisti di quella storia che raccontavano con grande scrittura i Nutrizio, i Fossati, i Rota e anche i Montanelli... guarda qui piccolina". E ti prendeva per mano, ti portava a vedere un'altra volta la libreria di casa, nella Villa Magni di Monticello, un privilegio da figlia entrare in quel salotto con la signora Liliana sempre bellissima, seduta con la coperta di lana sulle ginocchia e un filo di rossetto rosso che ti sorrideva sempre dolcemente. "Eccolo il libro che Indro Montanelli mi ha autografato e c'e' la dedica a me, mi chiamava Leone... me lo porto' tuo padre, sai, con un orgoglio da fratello maggiore. Mi fece questo regalo che per me resta fra i ricordi più belli. E tu ricordatelo questo particolare. Che non deve scappare nulla dalla memoria. Dal ricordo".   

Non scappa nulla. Resta tutto dentro. E anche fuori. E si arrampica come domani al funerale. Su, verso il Ghisallo, la realizzazione  del suo sogno, la sua grande impresa: realizzare l'unico museo al mondo dedicato a tutti i campioni di ciclismo. Con la benedizione della Madonnina di Magreglio che brinda con noi al saluto di Fiorenzo. Ciao Campione. Ti aspetto di nuovo qui. Fra tre minuti. Tre. E pedalare.

NOTA DI REDAZIONE – Dalla prima pietra all’inaugurazione del 2006. Queste le tappe del Museo del Ghisallo: il 15 giugno 1994 è l’anno della fondazione dell’Associazione Museo del Ciclismo, del 3 ottobre 1994 è la concessione del diritto di superficie per il Museo, il 17 febbraio 1997 il Consiglio Comunale di Magreglio delibera la costruzione, il 24 ottobre 1999 viene posta la prima pietra del Museo, il 31 maggio 2006 Papa Benedetto XVI benedice l’ultima pietra. Il 14 ottobre 2006 viene inaugurato ufficialmente il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo. Secondo la fonte La Gazzetta dello Sport di oggi, 30 ottobre 2013, nel servizio pubblicato sull’edizione Milano/Lombardia a firma Marco Pastonesi, il Museo resterà chiuso fino a marzo 2014 “con un buco di 80 mila euro”. In futuro non si sa.

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