Colori e musica, nove magnum Trento doc

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Trento doc -bicchieri

Colori e musica, e pure figure geometriche per descrivere i vini di una degustazione da campioni: nove bottiglie magnum di Trento doc. Palazzo Roccabruna, a Trento, sede dell’Enoteca provinciale e dell’Osservatorio delle produzioni trentine, è la vetrina delle eccellenze agroalimentari e artigianali del territorio. Ornato da stucchi preziosi, soffitti in legno dipinti e stemmi araldici, il Palazzo, dimora nobiliare di epoca conciliare, è stato restaurato su iniziativa della locale Camera di Commercio. Fu a metà del cinquecento che Gerolamo II Roccabruna acquistò nei pressi del Duomo di San Vigilio alcune vecchie case che trasformò nel magnifico palazzo di gusto tardo-rinascimentale. La storia ci racconta che a palazzo Roccabruna dimorò, durante il Concilio di Trento, Claudio Fernandez de Quiñones, conte di Luna, oratore del re di Spagna e famoso per la sua estrosità e intemperanza.

Le etichette presenti nell’enoteca sono un centinaio ogni settimana, dai prestigiosi spumanti di Trento doc ai vini tranquilli come teroldego, nosiola, marzemino e quelli storici, grappe. In abbinamento con salumi e formaggi sono testimoni della grande tradizione eno-gastronomica della provincia. In questo periodo palazzo Roccabruna è sede della manifestazione “Trento doc, bollicine sulla città”. www.trentodoc.com     www.palazzoroccabruna.it

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Trento-doc–Palazzo_Roccabruna

Per l’occasione siamo stati privilegiati partecipanti alla degustazione “Trento doc magnum da campioni del mondo”; guidata da Luca Martini, migliore sommelier del mondo WSA 2013, e da Mariano Francesconi, Presidente AIS Trentino, la degustazione presentava nove Magnum di Trento doc scelte secondo criteri che guardavano a millesimo, tipologia e terroir.

Mentre Mariano Francesconi descriveva le specificità del territorio, della localizzazione delle vigne e delle cantine di vinificazione, Luca Martini si spendeva nella descrizione di ogni campione degustato. Aspetto visivo, profumi e aromi venivano tradotti anche in immagini e sensazioni: i colori che rappresentavano i vini erano, in questo caso, verde, arancione, rosso, giallo e blu. La musica era rappresentata tra le altre da quella elettronica, dal piano per finire con quella classica mentre le figure geometriche passavano per esempio dal triangolo, al trapezio per finire con quella “perfetta” del quadrato. Due i campioni per ogni abbinamento, con un solo caso di campione singolo. Il verde per descrivere prati e boschi, la musica elettronica la vibrazione e il triangolo come si “apre” in bocca il vino per darci i suoi sapori. Logicamente ogni vino la sua caratteristica come l’aggressività, positiva, delle bollicine “rosse”, o le Riserve 2008 descritte dalle sensazioni del giallo, della musica del piano e dalla figura del trapezio. La rappresentazione delle sensazioni date dal Trento doc terminava in gloria con il blu che rappresenta cielo e mare, di cui non vediamo mai la fine e che ci donano serenità ed eleganza, il quadrato che raffigura l’aroma che pervade in ogni parte la nostra bocca quando degustiamo questi vini e la musica classica suonata da numerosi strumenti che si amalgamano per creare una perfetta melodia, esattamente come la ricchezza degli aromi che ci regalano i due campioni di bollicine.

TRENTO DOC
TRENTO DOC

In ordine di presentazione i nostri Trento doc: Maso Martis, dosaggio zero, 2007, 30% chardonnay 70% pinot nero – Rotari AlpeRegis, Extrabrut, 2007, 100% chardonnay  – Moser, con la sua etichetta rosa e il tempo del record dell’ora, 51,151, non millesimato, 90% chardonnay 10% pinot nero  – Pisoni Millesimato, 2009, 90% chardonnay 10% pinot nero –  Mach riserva del fondatore, 2009, 70% chardonnay 30% pinot nero  – Letrari Riserva, 2008, 60% chardonnay 40% pinot nero  – Methius Riserva, 2008, 60% chardonnay 40% pinot nero – Altemasi Riserva Graal, 2004, 70% chardonnay 30% pinot nero – Ferrari Perlé, 2001, 100% chardonnay -.

Non ci sono solo colori, musica e figure geometriche per darci sensazioni che ci emozionano degustando il Trento doc, provate a visitare i luoghi dove vengono coltivate le vigne, frequentate le cantine dove le uve vengono trasformate in vino, scendete tra le pupitres e le cataste di bottiglie che trascorrono il loro tempo nella penombra e al fresco per la fermentazione e l’affinamento delle bollicine. Tornati a casa aprite una bottiglia di Trento doc e nella vostra mente scorrerà il film di questo territorio, vigne e panorami, uomini e donne del vino, il Trentino della affascinante Valle dei Laghi o della valle dell’Adige, colline e pendici di montagne, vigne nude o verdi o color ruggine a fine stagione. Si proietterà l’eccellenza di formaggi e salumi, piatti della cucina tipica e questo film sarà l’emozione che prende chi apre una bottiglia, alla giusta temperatura, senza il botto scenografico mi raccomando, e  degusta nel  bicchiere adatto.. il Trento doc, logicamente!   U.B. 2013   http://www.visittrentino.it

TRENTO doc -castello-Toblino
TRENTO doc -castello-Toblino