Io corro, nuoto e pedalo

Categorie By @lucianarota, SPORT
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Il caffè questa volta lo beviamo con Ale Fabian. Triplo gusto. Aroma triathlon (cultura di sport), intensità (voglia di vincere, di realizzare qualcosa di importante), colore intenso (quello dei cinque cerchi, olimpici). Triplo gusto anche per consentirti di spiegare che: nuoto, bici e corsa. E poco zucchero, solo in zona cambio, perché il dolce deve ancora venire e dovrà essere d’oro. E lo sarà. Sempre nel rispetto della scaramanzia (per i relativi gesti fate vobis).

Alex Fabian
Alex Fabian

Questa volta è un caffè lungo, da sorseggiare un po’ per volta. Una mattina d’autunno, a Milano. Con il numero uno della multidisciplina formato olimpico: la distanza che il carabiniere padovano Alessandro Fabian allena per tentare nuovamente l’impresa: vincere i Giochi Olimpici, quelli di di Rio de Janeiro. Per gradire. Andare, insomma, più su molto più su di quel decimo posto, conquistato a Londra 2012 (e sembrava tempio del triathlon), un decimo che, diciamolo, ci ha comunque fatto sognare. Poi la rivincita. Un oro quasi sfiorato agli Europei di Alanya in Turchia. Un po’ più avanti. E ancora una settimanella fa, sempre lui, il bel Ale Fabian era lì a giocarsi il successo nell’internazionale di Barcellona. Con i migliori al mondo, il giorno dopo aver giocato in squadra con i suoi compagni Daniel Hofer e Matthias Steinwandter, finiti nell’ordine alle sue spalle sul podio tricolore della distanza sprint a Lovadina.

Una mattina a Milano con Ale Fabian e il suo staff ti fa capire subito che sarà una giornata speciale. Prima parte e pedalare: con l’inseparabile Viviano-brother Fabian, manager, fotografo, esperto commerciale…. Con Dario Daddo Nardone, supporter, speaker, giornalista, anche autore di una guida (Triathlon, Miraggi Edizioni, Torino, pagina 368, 19 euro):  insomma, tecnica multidisciplinare, un Uomo del Triathlon. Che Ale Fabian quando può, volentieri si porta accanto. Quando può.

Quando capita che ci si trova in Radio DJ e inizia una giornata “mediatica” fatta di sorrisi, strette di mano, autografi, fotografie cellulari, battute che restano nell’aria a solidificare come un alito che fa una nuvoletta prima di svanire, condensa, nel primo freddo d’autunno. Perché Ale Fabian sa parlare di sport in modo con leggerezza ma sempre in modo che qualcosa ti entri nel cuore. E’ generoso e sa condividere. Con umiltà, un bell’esempio.

E’ subito una mattina così speciale da farti dimenticare in fretta che è venerdì e c’è pure lo sciopero dei mezzi, le code, la gente arrabbiata, il venerdì che divora il tempo per tutti perché c’è da andare in fuga. Fuga per il weekend.

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Questa volta il caffè te lo prendi in radio. Dddddjey. Viene con te anche un’ amica giapponese, che approfitta di un passaggio per un appuntamento di lavoro (import export) con la Milano da bere e si trova per sintonia nel salottino dello studio, con un pass al collo come te. Beata. Sei da Linus e Nicola Savino, con le ragazze sempre sorridenti della redazione. Con un autore/redattore come Mauro De Marco che insegue Aldo Rock e non si sa mai se lo raggiungerà con le sue notizie “verificate” e non inventate. Pronti musica e via. Arriva Ale a DJ Chiama Italia e si triplicano i sorrisi. Vibrano messaggi e mail. Battono le dita sulle tastiere di studio. La parete multimediale ti fa tuffare con lui e sei quasi a Buckingham Palace. Il cielo è azzurro. Lo studio è dolce e rock insieme. Questa mattina di Milano il caffè va bevuto mentre loro parlano di triathlon.

Ma il tempo vola e Linus si accorge subito che il Campione ha poco spazio. Mentre Nicola gli fa la domanda, lo guarda di traverso dietro il bancone e spara: “Ma una maratona, tu, mai? “No, mai fatta!” risponde il Ragazzo del Triathlon. E il dj insiste: “Ma nemmeno una?”. “Nemmeno”, replica il campione. “Ma come, l’ho fatta pure io!”.  Risate e musica. Linus lo serve con i guanti questo campione. Si capisce bene che lo stima, lo rispetta. Vorrebbe sapere mille cose mentre Aldo Rock intona il solito spiritual… Che questa volta nessuno fila. Perché c’è Ale. Stavolta lì a mettere insieme la sinfonia dello sport che è musica, c’è Fabian. Olimpico. Uno che ci sta bene fra i primi dieci del mondo, ma “…sarebbe meglio vincerlo questo titolo. Una medaglia, non credere che mi basti il secondo”. Neanche quello d’Europa, quando il Continente del Triathlon, si sa, è cresciuto assai e quelli lì spagnoli o inglesi, non sono mica facili da battere. Bisognerebbe sparargli… Ma lui ci sta vicino a quella gente. Se la studia. Se la ritrova poi in zona cambio. Dove sembra tutto facile, ma così non è…. La transizione. La multidisciplina.

La radio fa gruppo. Finisce la registrazione live e tutti proseguono con domande, parole, programmi, gare. Daddo Nardone ascolta e si bea del suo mondo, questa volta fuori dal mondo (del triathlon) e ti sta accanto. Lui che le sa tutte. C’è la tua amica giapponese: ti ricorda anche un nome di una forte atleta giapponese. Kakosan,  la tua amica “imbucata” (meno di te, per la verità, per i suoi dodici anni in Sony a lavorare come un’ossessa per il colosso della musica), sembra sempre stata qui, una di loro: musica e sport. “Verrò a vederti a Shanghai, a maggio. – promette a Fabian – E farò il tifo per te. Anche se sono giapponese!”.

Il ritmo è quello spontaneo che ha la radio. E solo lei ce l’ha da sempre. Le parole sono il contenuto di una giornata milanese a lezione di triathlon: “Ti insegna a  gustarti tutta l’emozione dell’attesa: prima di partire per una gara. Che potrebbe essere la partenza di qualsiasi cosa importante ci capiti nella vita”, spiega Ale. “E’ un esempio che faccio spesso quando parlo di sport ai ragazzi delle scuole. Che sia triathlon o altro, le esperienze e le emozioni sono quelle ed è bello portarsi a casa un’esperienza unica. Utile per la vita, per crescere, per imparare a vivere”. Olimpico. Ti senti già come lui, in punta di piedi alla partenza. Ascolti il battito accelerato del cuore come te lo racconta Fabian. La tensione nelle gambe. Il collo che rotea di qua e di là. La muta che stringe sotto i muscoli in tensione. Poi la sirena. Il tuffo la partenza. Il boato della gara che si attutisce nella cuffia quando metti la testa sotto.

Ecco sei a Milano, sei a Radio Deejay ma in realtà ti sei calato in una gara di triathlon. Potrebbe essere quella di domenica 20 ottobre, in beneficienza per Laureus con gli amici della DDS di Settimo Milanese. Oppure una prossima. Qualunque. Quello che pensavi fosse solo roba da eroi, ora, lui, Ale Fabian, ti convince che è alla portata. Il migliore azzurro a disposizione di podi, medaglie, applausi, autografi e foto-ricordi, è qui con te a ricordare che tutto quello che fa è del tutto normale. Divertente. Alla portata. Che tutti lo possono fare. Che non è roba da eroi o santoni. Ma è solo una scelta di vita: decidere di divertirsi, di stare bene e mettere a frutto un’esperienza. Tutto qui.

Una che si triplica per tre, quante le specialità da mettere in fila prima del traguardo finale. Nuoto, bici, corsa. (Sono tantine, lo pensi). Che essere avvezzi a tutte non è mica cosa facile. “Infatti, – spiega il campione –  io con la corsa ad esempio sto cercando di recuperare, perché non era il mio sport all’inizio. E ancora si vede. Ma ci do dentro e prima o poi migliorerà, che dite?”. Mah, ti dici. Lo avrà visto solo lui che quella corsa non va bene. Il tema rimane lì appeso…

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Va bene che fuori c’è l’auto pronta per portarlo in giro, per Milano. Redazioni, interviste. Un altro studio radiofonico, con Dario Ricci pronto a “imbarcarlo” a Bordo Campo su Radio24. Sei fortunata, puoi ascoltare in anticipo una registrata che presto andrà per tutti in onda… Ti lasci cullare. Loro sono in sincro. Più che altro sembra un tandem. E il triathlon è contagiante. In Gazzetta come al Giornale, come in quella redazione “femminile” che aspetta già la prossima occasione per conoscere meglio il Campione.

Ciao ciao Milano e il tour mediatico di Ale Fabian. Lui riparte. Tu ci pensi sul serio: “Domani mi iscrivo in piscina. Correre, un po’ di jogging l’ho sempre fatto. La bici? beh, da bambini… Proviamo in fila. Se lo dice lui, il triathlon si può fare”. E’ solo questione di partire. E godersi l’attesa di quel momento. Del battito del cuore. Al via. E poi arrivare. A lezione da un campione tutto può accadere. Anche di vincere con lui.

Link: per riascoltare Fabian a DJ Chiama Italia Radio DJ, la news di fcz.it CLICCA QUI