Dalla Svezia con dolcezza… a Cortina

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Dalla Svezia con dolcezza… a Cortina! Reduce da due giornate da tregenda, Cortina risorge dalla cenere della tempesta di Natale: la neve viene rimossa da tetti e vie, gli alberi caduti sono stati spostati dalle strade permettendo ai turisti di arrivare e la corrente elettrica è ritornata dopo trentadue ore di candele e rimedi empirici per sopravvivere alla disfatta della tecnologia. Cortina è risorta e le case si aprono agli amici per vivere insieme le gioie delle feste e sopratutto quelle della gola!

Dalla-Svezia-con-dolcezza...-a-Cortina
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Non abbiamo perso l’occasione e ci siamo fiondati anche noi… nella coda poco vitale (ferma o quasi) che soffoca la cittadina da nord a sud, raggiungere la meta sembra impossibile con il bus di linea tragicamente immobile davanti a noi, e pensare che dobbiamo uscire dalla via principale a poco più di cento metri da dove siamo bloccati nel traffico. Ma, dopo avere contribuito pure noi all’inquinamento della Perla delle Dolomiti, finalmente scorgiamo la strada che si apre tra le case e che si inerpica sopra il centro tra ville illuminate a festa e Hotels lussuosi. Saliamo tra la neve che è stata spostata ai lati della carreggiata, bisogna dire che è un bello spettacolo, ormai si è fatto buio e la conca cortinese è punteggiata di luci e festoni luminosi che celebrano le feste di fine anno, le finestre della casa che ci ospita spandono la luce intorno, sono tutte accese le luci, dentro, in attesa di amici e ospiti.

Cosa ci ha portati fino qui se non l’invito degli amici Bisol, vignaioli in Valdobbiadene e Mazzorbo, e l’occasione di degustare alcuni vini “estremi”. I vini estremi sono quei vini le cui uve sono coltivate in condizioni appunto estreme per morfologia dei terreni, condizioni climatiche e localizzazione. È eccitante scoprire la sfida continua del viticoltore per vincere le avversità e offrirci un vino che ci racconta la fatica e la bellezza di luoghi incantati.

Venissa
Venissa

Con l’ausilio di video vengono presentati i vini in degustazione questa sera, Fabrizio Zardini e Gianluca Bisol ci illustrano tecniche di coltivazione e di cantina, ci raccontano la storia dell’avventura professionale che ha partorito vini estremi italiani e stranieri. Incominciamo con Gianluca Bisol (preceduto dalla proiezione della Multivisione “Venissa, il Simbolo d’oro della Venezia Nativa” realizzata da Francesco Lopergolo con le suggestive immagini di Paolo Spigariol) che ci descrive tutta la storia di quel gioiello che è Venissa sull’isola lagunare di Mazzorbo e dell’omonimo vino. Un vino ricavato da un’uva autoctona veneziana, la Dorona, di cui, da anni, si erano perse le tracce e ritornata nel perimetro della vigna murata, affrontando venti salmastri e acqua alta. Due ettari di vigneto storico ed estremo, al livello del mare, in simbiosi con orti, prato e peschiera per ricreare la tradizione agricola delle isole veneziane dedite alle coltivazioni. Poche bottiglie frutto dell’arte vetraria di Murano, con etichetta in oro, lavorata alla veneziana dagli artigiani orafi Battiloro, sono il risultato dell’idea e del grande lavoro dei Bisol per riportare a Venezia il vino. Un ottimo vino bianco, atipico, che profuma di salmastro e di iodio, spezie, frutti e nota mandorlata; in bocca sapido e pieno, caldo e minerale.

www.bisol.it http://www.venissa.it

La Perla_034
La Perla_034

Coltiviamo sogni” è il motto dell’azienda Agricola La Perla nata nel 2009 per volontà di Marco Triacca in Valtellina, a Valgella-Tresenda di Teglio cuore del vigneto terrazzato valtellinese. Il vitigno coltivato è il Nebbiolo, e da 1,5 ettari dell’inizio vanta ora una superficie coltivata di 3,3 ettari di vigna. Bel vedere l’impianto utilizzante i nuovi “pali a chiave di musica” che, uniti alla sistemazione dei filari a girapoggio, permettono la massima esposizione solare delle foglie della pianta. Due I vini prodotti e degustati dopo la presentazione puntuale di Fabrizio Zardini, enologo dell’azienda.

LA MOSSA  – vino rosso da nebbiolo in purezza, uve raccolte in cassette e vinificate poi in inox a temperature controllata. Si tratta di un Valtellina Superiore DOCG, all’occhio di un colore rubino brillante; al naso netto il frutto e la freschezza; in bocca di corpo, piacevole acidità, eleganza e persistenza.

QUATTRO SOLI – Sforzato Valtellina DOCG – Uve Nebbiolo in purezza, raccolte in cassette e lasciate appassire per circa 3 mesi. Vinificazione in inox a temperature controllata. Affinamento in rovere da 7 e 10 ettolitri per 20 mesi. Nel bicchiere rosso rubino carico; al naso frutti rossi come ciliegia, marasca e prugna, spezie e viole; in bocca di corpo e intenso, ampio e complesso, frutti rossi e spezie, tannino abbastanza morbido, lunga persistenza.    http://www.vini-laperla.com

dalla Svezia con dolcezza-490
dalla Svezia con dolcezza-490

Il terzo vino degustato nella serata è VIDAL Icewine di Goran Amnegard, della cantina di Blaxsta a Flen, paese a circa due ore da Stoccolma, Svezia. Si proprio Svezia, la gelida Svezia dell’inverno con temperature medie di -3°, massime attorno -1° e le minime circa -12°. Le precipitazioni con molta neve e frequenti giornate coperte e ventose, eppure vi si coltiva la vite e precisamente la Vidal.  Il vigneto conta circa 5000 viti, il 90% Vidal e le rimanenti Chardonnay e Merlot. In prova anche una piccola quantità di Cabernet Franc. Le prime piante datano l’anno 2000 e sono poi cresciute di numero di anno in anno. Dallo Chardonnay e dal Merlot si ricavano rispettivamente un vino bianco e un rosso da tavola, mentre il Vidal viene destinato alla produzione dell’Icewine. Blaxtsa è prima azienda viti-vinicola di Svezia che utilizza solamente uva della vitis vinifera. La calda estate e l’autunno freddo-asciutto con il 25% di luce in più durante la stagione di maturazione dell’uva, permettono la complete maturazione dei frutti, con un giusto bilanciamento di zuccheri e acidità e aromi freschi, fruttati, di mandorla e vaniglia. Vidal Blanc è considerate uno dei migliori icewines. I grappoli vengono lasciati sulla vigna fino ad inverno inoltrato e per l’azione del freddo secco i grappoli accentuano la concentrazione di delicati profumi e aromi e aumentano la concentrazione degli zuccheri. Quando la temperature raggiunge i -7° o inferiore, è giunto il tempo di vendemmiare e portare in cantina i grappoli. Il mosto viene fermentato a bassa temperature e la maturazione è lunga. Il tipico aroma dell’icewine è il risultato della giusta tecnica di cantina. Quando profumi e aroma raggiungono il loro massimo, la fermentazione viene fermata. Gli zuccheri residui sono pari al 15-20%. Colore giallo dorato, limpido; miele, vaniglia, albicocca secca per profumi e gusto unici e spesso descritti come “aromi dell’amore”.  http://www.blaxstawine.se/en/

Dopo la degustazione saliamo al piano superiore per una cena a buffet allestita dalla squisita padrona di casa Maria Pia Montanari, organizzatrice di eventi in Cortina. L’antipasto è una ricchissima offerta di crostacei in varie preparazioni, una multicolore presentazione dal delicato profumo e gusto di mare. Seguono poi piatti quali il riso Basmati e ananas, profumato da un piacevole e piccante curry, una chicca della cucina di Ceylon, oppure la polentina con le vongole di veneziana tradizione, preparata proprio da Maria Pia e poi a seguire altre prelibatezze. Tutto annaffiato dalle bollicine di Bisol  servite dai due professionali sommelier della Casa. U.B.

www.cortinawineclub.it  www.golden-moon.it