Eravamo quattro amici

Categorie FOOD & DRINK
Eravamo quattro amici...- puro degorgement

Eravamo quattro amici… a degustare vini georgiani, per caso ci siamo trovati vicini nell’ultima fila dei tavoli. Questa volta avevo rischiato di restarne fuori perchè, ancora prima dell’annuncio della degustazione guidata dal migliore enologo delle Georgia, tutti i posti erano riservati! Poi si è trovato un posticino anche per me, di fianco ad Aleš “Movia” il genio visionario, Svetozar Raspopović “pope” patron del ristorante AS di Lubiana e produttore di vino in anfora nel Kras e Tomaz Kavcic chef patron di Pri Lojzetu che è venuto a fare la degustazione in piedi, proprio vicino a noi.

Eravamo quattro amici...
Eravamo quattro amici…

Introdotto da Sašo Dravinec, addetto stampa del Orange Wine Festival, e da Zurab Bekaia, ambasciatore della Georgia in Slovenia, ha preso la parola Giorgi Dakishvilli, enologo, per presentare “8000 vendemmie: storia del vino tra passato a futuro”: geografia, storia, regioni vitivinicole, principali varietà autoctone, Qvevri le anfore georgiane, metodo di vinificazione nelle qvervri, quindi la presentazione della cantina di casa con esplicazioni del metodo di coltivazione, raccolta delle uve e la vinificazione in cantina. Quindi la degustazione di quattro vini esplicativi della vinificazione tipica georgiana: incominciamo da Orgo Rkatsiteli 2016, quindi Orgo Tsolikouri 2016; il primo da viti di circa 50 anni, viene lasciato sulle bucce per circa 6 mesi, profumi aromatici tipici floreali e di frutta secca, in bocca pesche bianche e miele, tannini verdi. Il secondo vendemmia da uve Tsolikouri in purezza, sei mesi sulle bucce, scorza di pompelmo e pere selvatiche, tannini verdi. Entrambi i vini si presentano con corpo leggero come logica conseguenza del tipo di uve utilizzate. L’ultimo orange wine è quello di casa Dakishvili, vendemmia 2016, da uve Raktsiteli, Mtsvane e Kisi; vinificato secondo il metodo tradizionale georgiano, offre profumi e aromi complessi di frutta bianca e gialla disidratata, mandorle tostate e spezie dolci. Ultimo vino degustato Orgo Saperavi 2016, in purezza, vinificato in grandi vasi di terracotta, sotterrate nella pavimentazione della cantina secondo l’antico metodo tradizionale georgiano. Ricco bouquet di ciliegia matura e frutti rossi, note di cioccolato, corposo con tannini caldi e setosi; pronto ma con un grande potenziale per il futuro. Alla fine della degustazione la collaboratrice di Svetozar Raspopović “pope” era arrivata al tavolo con la malvasia in anfora prodotta da Svetozar sul Carso Sloveno, regolarmente nel secchiello del ghiaccio, giustamente fresca per degustarla.

Eravamo quattro amici... - Sakishvili
Eravamo quattro amici… – Sakishvili

Intanto si era inaugurata l’edizione 2018 del Orange wine festival: nella chiesa di Santa Maria d’Alietto e a Palazzo Manzioli i tavoli dei vini presentati, provenienti da Slovenia, Croazia, Italia, Austria e Georgia; nella piazza erano allestiti i banchetti delle offerte alimentari. Erano presenti ristoranti come Rizibizi di Portorose che, in collaborazione con Fonda, serviva ai visitatori il branzino affumicato in pane alle erbe selvatiche; oppure Špacapanova hiša con il prosciutto del Carso; Istra tartufi (Gradin) e i loro tartufi neri e la tartufata; Oljčno olje Jenko Bertoki, ottimi olii d’oliva anche monovarietali, all’arancia e la novità di quello affumicato, ottimo sul finger food al salmone!

Eravamo quattro amici... - Oljčno olje Jenko Bertoki
Eravamo quattro amici… – Oljčno olje Jenko Bertoki

Per quanto riguarda i vini esposti è sempre degno di nota il fatto che si utilizzi la Chiesa che si affaccia sulla piazza, e quindi in compagnia di amici di Spalato/Split abbiamo cercato il banco di quell’uomo (Giorgio Clai) che abita in una casa a venti metri dal cielo (citazione sua) e produce vini che accorciano ancor di più la distanza dal paradiso (citazione nostra). Aci Urbajs vini biologici, biodinamici presentati da questo signore di Šentiur, ai confini con l’Austria, con regolamentare camicia in lino grezzo e di fattura tradizionale. Passando anche nel Palazzo Manzioli ci siamo fermati per testare i vini di Zaro, famiglia dal 1348 in Isola, con la malvasia macerata 8 giorni sulle bucce, non filtrata e dodici mesi in botte grande di rovere “autoctono”; non poteva mancare la visita da Marjan Simčič e i suoi vini da record; Renčel da Dutovije nel Carso, autonominatasi Boutique dei vini; Burja produttore in Vipava, da Kabaj con i suoi vini e quelli di cui è un grande tifoso, i già menzionati Orgo e Dakishvili. Ma ricordarli tutti è impresa difficile, un ventaglio di colore, profumo e sapore che distinguono l’orange wine dagli altri vini, mi soffermo su un produttore che unisce all’amore per la sua terra, la capacità di fare ottimi vini, anche con quel poco di sana follia che permette di emergere dalla massa e offrire un prodotto unico, parlo di Aleš Kristiančič patron di Movia, vini che non assomigliano ad altri; vini che, non filtrati, invecchiamo insieme ai lieviti naturali del vino e allora Aleš lo versa, il suo vino, nel decanter o poi ti offre il “fondo” rimasto nella bottiglia e ti lascia meravigliato che sia buono quanto il vino! Poi si prepara ad aprire, o meglio sboccare (in francese il classico dégorgement) lo spumante Puro che si conserva, tappo in giù, verticalmente sui lieviti, teoricamente sempre in evoluzione! E l’apertura della bottiglia avviene in una contenitore pieno d’acqua, con un “cavatappi” speciale…  U.B.

Eravamo quattro amici...-dogodki_naslovna
Eravamo quattro amici…-dogodki_naslovna

https://www.youtube.com/watch?v=nUbaqbgMab8

Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualche cosa in più…

(Writer(s): Paola Penzo, Gino Paoli