Fiori di ciliegio, viti e il fiume Frigido

Categorie FOOD & DRINK
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Fiori di ciliegio, viti e il fiume Frigido, tutto in un giorno bellezze del paesaggio, vini e storia. Siamo nella valle del Vipacco che si addentra da Gorizia appena oltrepassato il confine con la Slovenia, capoluogo della Valle è Aidussina/Ajdovščina, la valle si sviluppa in lunghezza verso est-sud-est, larga per la maggior parte del percorso per restringersi quasi in un budello alla fine. In Vipava si coltivano le ciliegie e principalmente viti che danno dell’ottimo vino.

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Lo scorso anno abbiamo visitato in anteprima diverse aziende che producono appunto vino, ammirato paesini caratteristici, visto vecchie chiese e ascoltato la guida che ci magnificava la storia del territorio. Poi quando si è svolta la manifestazione di Okusi Vipavske non potevamo partecipare e lo abbiamo fatto però  quest’anno, la scorsa settimana. Dei vini ci era rimasta piacevole memoria e anche dei paesi visitati e le chiese, della storia del fiume Frigido c’eravamo dimenticati eppure la battaglia del Frigido (o battaglia del fiume Frigido) fu una  battaglia storica, combattuta tra il 5 e il 6 settembre 394 d.C., e opporsi l’esercito dell’imperatore romano d’oriente Teodosio all’esercito dell’imperatore romano d’Occidente, Flavio Eugenio. La disfatta di Eugenio e del suo comandante, il magister militum di origine franca Arbogaste, riconsegnò l’impero ad un unico imperatore per l’ultima volta. Inoltre, la battaglia fu l’ultimo tentativo di resistenza alla diffusione del Cristianesimo nell’impero e, perciò, decise del destino della religione cristiana in Occidente. Ecco di qui è passata una parte importante della storia dell’occidente e l’inizio della diffusione del cristianesimo.

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Quest’anno i ciliegi oramai non sono più in fiore, ma nei nostri occhi c’è ancora l’immagine che ci ha accolti lo scorso anno. Facciamo tappa a Zemono dove si tiene Okusi Vipaske, sotto i portici della magnifica villa si stanno allestendo i banchetti, nel salone interno ci sono i tavoli riservati ai vini: magnifica la cornice riservata agli espositori e ai visitatori. Okusi Vipaske significa Sapori del Vipava o meglio della valle di Vipava, vi prendono parte aziende della valle e anche ospiti che provengono dal resto della Slovenia e dal Friuli. Presenti anche alcuni chef che offrono un prodotto della loro cucina in abbinamento ai vini.

Nella prima giornata si sono esibiti anche alcuni food bloggers sloveni in un cooking show, riscuotendo un grande successo dal pubblico presente. La seconda giornata è rivolta più ai professionisti, quindi si vedono trattative e degustazioni mirate. È chiaro che l’interesse di chi viene da fuori è rivolto molto ai vitigni autoctoni che nella valle del Vipacco sono numerosi e anche molto interessanti. Per i viticoltori locali si comprende pure la Barbera, anche se in realtà è frutto di un esperimento effettuato tra le due guerre mondiali dagli italiani. Quella della Valle della Vipava è comunque una Barbera particolare e caratteristica, peculiare della zona, altri vitigni autoctoni notevoli sono Zelen e Pinela.

Okusi-Vipavske-Fotografija-Samo-Trebižan-Turistična kmetija Saksida
Okusi-Vipavske-Fotografija-Samo-Trebižan-Turistična kmetija Saksida.

Folta la presenza del pubblico se nei due pomeriggi si sono contate almeno mille persone partecipanti, più numerosi rappresentanti dei media. Molto alta la qualità dei vini presentati, nell’insieme, possiamo fare alcuni nomi, senza che sia una classifica, iniziando mischiando il sacro con il profano perché, “con la protezione di San Vito/Št. Vid (patrono dei vignaioli), nell’Alta Valle del Vipacco, sul versante del Pasji rep, si produce un nobile vino denominato Vidus.” http://www.vina-vidus.si/ita/vidus.html

“Dove in cima alla salita finisce la frazione di Šempas, inizia l’abitato di Vitovlje. In quell’area la natura seminò da tempo immemorabile delle ghiande che col passare del tempo si trasformarono in solide querce radicate in questa misera terra, intrisa di sali minerali. Il suolo è formato da marna. Qui, su questa roccia di Vitovlje, avviene il primo contatto tra il torpore e l’asprezza, tra il Mediterraneo e le Alpi. Il confine è stabilito dal gioco dei venti della Vipava che solleva le ali di seta dei paracadute e dei parapendii, mentre molto di frequente i venti spingono la pioggia a trasformarsi in grandine…. L’aroma del vino aleggia nell’aria. Da famiglia a famiglia, di villaggio in villaggio, da una generazione all’altra. In ogni abitante della Vipava. Lo stesso credo di tutti gli abitanti coinvolge l’intera Vipava nella piu estesa regione vinicola della Slovenia. Invece, di primo acchito, la regione appare come se fosse piccola a causa dei piccoli appezzamenti. Non si tratta di una regione dove lo sguardo verso centinaia di colline di vigne dorate cattura la vista del viandante e gli toglie il respiro. Da noi le vigne sono molto spesso di piccole dimensioni, scostate verso i pendii e talvolta difficilmente percepibili…” Questa la presentazione, parziale, che Batič fa della sua terra e dei suoi vini http://www.batic.si/ita/index.php

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Un altro autoctono della valle: “Grganja di Vitova è un’antica varietà autoctona che prende il nome dal villaggio di Vitovlje (Vittuglia). Per questo lo consideriamo qualcosa di nostro. Un tempo importantissimo, in seguito quasi dimenticato, oggi ha riguadagnato il suo valore.” Una storia avvincente quella della famiglia che produce anche questo vino e gestisce l’agriturismo con cucina.  http://www.maloscevo.si/it/

“Sotto il Monte Čaven, in alto, dove abito… Abbiamo deciso di costruire una casa e di piantare delle viti in un posto con più cielo e più sole. Su un versante alto e soleggiato di Čaven sopra il villaggio Kamnje, di nome Grace, abbiamo piantato un vigneto di Rebula – questa specie nostrana è la nostra preferita. Nell’intreccio del vigneto scriviamo una nuova storia della nostra vita e moderiamo la fretta di ogni giorno. Vogliamo produrre poco ma eccellentemente, da ogni vite una sola bottiglia.  Ivi e Edvard Svetlik – Il podere Svetlik per noi è una sfida. Affrontare la natura intatta, la bora e la coltivazione delle viti di Rebula. Questo ci dà un’immensa gioia e soddisfazione. La produzione del Rebula è basata su una tradizione che si tramanda da più di 200 anni: la fermentazione a contatto con la buccia dell’acino, similmente ai vini rossi, arricchisce il vino. Questo metodo è menzionato anche dal parroco Matija Vertovec nel suo libro Vinicultura per gli Sloveni del 1844 in cui consiglia ai vinificatori di fermentare l’uva sulle vinacce, perché il vino avrebbe resistito più a lungo durante l’estate. Il vino va fermentato solo con il lievito che si sviluppa sull’uva raccolta nel vigneto prima della vendemmia. Senza l’aggiunta di altri lieviti, il vino Rebula diventa ancora più nobile. La stagionatura del vino continua nelle botti di rovere scelte con disacidazione biologica completa e con mescolamento dei sedimenti. Il vino non viene filtrato. La ricchezza degli aromi e dei gusti ci dimostrano che la posizione ideale del nostro vigneto e le nostre cure sono quelle giuste per il Rebula. Che il vino Rebula Vi dia gioia e soddisfazione. Alla salute! Quale padrona del Palazzo Kenda (www.kendov-dvorec.com) a Spodnja Idrija già dagli inizi ho curato con grande premura la cucina di qualità, gli ingredienti genuini, l’eccellenza e la semplicità dei gusti in combinazione con i vini scelti, soprattutto quelli prodotti da viticoltori provenienti dalla Valle del Vipacco e dal Collio. Rebula ha così trovato il suo posto anche nell’ambiente castellano e completa perfettamente le pietanze della casa – il naturale si abbina al naturale, l’eccellente all’eccellente.” http://www.svetlik-wine.com/it/index.html

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Ma non possiamo dimenticare gli asparagi in vaso di Kmetija pri Tinetovih, oppure l’ottimo olio di Kmetija Bojanc, i prodotti delle api di Čebelarstvo Lisjak e poi i salumi di  Peloz per esempio: tutto quanto assaggiato denotava la naturalità e l’originalità dei prodotti offerti.

Alla chiusura di Okusi Vipavske si apriva il Pri Lojzetu di Tomaž e Flavia Kavčič per una serata allietata dalla musica, long drinks, vini e piatti gourmet. Nel piano interrato della villa, dove sono le cucine e le sale del ristorante, Tomaž ha aperto per i partecipanti un locale che si sviluppa in lunghezza, dove ai lati erano presenti le cantine con i loro vini, la distilleria Nonnino con long drink a base di grappa, quattro chef con i loro piatti e, sul fondo, il complesso che suonava della buona musica accompagnando una bravissima cantante. Anche qui, come si fa a nominare tutti? Posso ricordare la gran zuppa di pesce del Pri Lojzetu dove ogni pesce aveva mantenuto le sue caratteristiche e il suo sapore: ottima. Di prestigio la presenza di Movia con i suoi spumanti Puro presentati con l’ausilio degli scenografici accessori e grande professionalità da Polona, collaboratrice preziosa e simpatica della cantina. Curiosità per i longdrinks offerti dalla distilleria Nonnino, la grappa in questa versione leggera acquista sicuramente una bevibilità più facile anche per chi alla grappa non è abituato.  La folla che si era ritrovata per il dopo festival era sicuramente delle grandi occasioni, difficile muoversi in tanto affollamento, ma musica, cibo e vini facevano passare in secondo piano anche questo. Incontri simpatici nella rilassatezza del momento, come quello con il pirotecnico  Časlav Matijevic, e la conclusione di ore di degustazioni e chiacchiere con i ringraziamenti dovuti a Tomaž e Flavia e a Tanja Krapež di Razvojna agencija ROD Ajdovščina per l’ottima organizzazione e la cordialissima accoglienza.  U.B.

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