Il bailo della Serenissima a Beyoglu, Istanbul

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Il bailo della Serenissima Repubblica di Venezia a Istanbul era residente nel quartiere denominato Bayoglu. I veneziani erano presenti in città già quando era la capitale dell’impero bizantino con le loro case e i numerosi fondachi, in cui stivavano le merci provenienti dall’Oriente. Erano visti con diffidenza dai bizantini ma, quando nella città, la notte del 29 maggio 1453 arriva Maometto Secondo e crolla l’impero cristiano d’oriente, i veneziani pagano un grosso tributo di sangue in difesa della città. Anche con i nuovi padroni la Serenissima non abbandona questo mercato e, in modo defilato continua ad essere rappresentata dal balio che cura gli interessi di Venezia. Alla fine del 1400 i veneziani decidono di trasferirsi sulla sponda opposta del Corno d’Oro a Pera (al di là, dal greco). Dopo circa 100 anni un nuovo trasferimento da un luogo che era diventato invivibile per i troppi abitanti, traffico, le epidemie: il bailo decide il trasferimento in un terreno affittato da greci, le vigne di Pera, perché qui l’aria è più salubre grazie ai venti del mare che preservavano dalla diffusione delle epidemie. In questo nuovo sito si pensa a costruire il primo edificio in muratura, poi negli anni si continua a costruire mentre si cerca di garantirsi il capitale da eventuali ritorsioni dei governanti di Istanbul utilizzando prestanomi.

Il bailo. Palazzo di Venezia Salone Panorama
Il bailo. Palazzo di Venezia Salone Panorama

Anche la comunità veneziana, che sotto i bizantini aveva abitato un intero quartiere, posto nell’attuale zona di Eminönü, venne dunque accolta, in base alla nuova pace stipulata tra Venezia e il sultano il 18 aprile 1454. Si stabilì allora che i veneziani, i sudditi veneti e coloro che erano riconosciuti come veneziani, con le loro famiglie e le loro merci, potessero viaggiare liberi e sicuri per mare e per terra in qualsiasi località sottoposta al sultano, e in particolare a Costantinopoli, pagando il 2% di dazio, mentre solo l’argento poteva essere importato esente da alcun balzello: un trattamento di favore e che veniva praticato anche ai cittadini ottomani che operavano nei domini della Repubblica.

Nel 1454 Mehmed II accettò anche che, in base all’uso antico, un bailo veneziano, con il suo seguito, fosse inviato nella sua nuova città, per reggere, governare e amministrare la giustizia tra le persone a lui soggette, di qualsiasi condizione essi fossero, con l’ausilio, nel caso ve ne fosse stata la necessità, del subaşı ottomano. Con il Quattrocento ormai in tutte le località del Levante i baili di Venezia avevano lasciato, o stavano per lasciare, il posto ai consoli, eppure a Costantinopoli tale carica sopravvisse per secoli probabilmente proprio in quanto il sultano si presentò, dopo la conquista, come erede del basileus e quindi volle mantenere, nei rapporti internazionali, lo stesso status del sovrano che aveva sconfitto e potersi confrontare con interlocutori di livello pari a quelli utilizzati per il suo predecessore.

Il bailo. Palazzo di Venezia interni
Il bailo. Palazzo di Venezia interni

La residenza del bailo della Serenissima Repubblica di Venezia divenne quindi Palazzo di Venezia, e la residenza del bailo in questo palazzo durò fino alla caduta della Serenissima da parte dei francesi. Palazzo di Venezia fu incorporato dalla Francia che lo cedette poi agli alleati austro-ungarici, e per un centinaio di anni fu la sede dell’ambasciata degli Asburgo in Turchia. Solo nel 1918 l’Italia ritornò a poter disporre di questa sede come sua rappresentanza nella città di Istanbul.

Da quattro anni a Palazzo di Venezia si è insediato l’ultimo bailo, l’ambasciatore Giampaolo Scarante con sua moglie Barbara Marengo, veneziani purosangue hanno preso a cuore il destino di Palazzo di Venezia, riportandolo all’antico splendore e rendendolo il luogo in cui celebrare avvenimenti culturali e tradizioni italiane, quali il carnevale di Venezia. Proprio negli scorsi giorni le porte di Palazzo si sono aperte agli italiani residenti a Istanbul e ad amici turchi per una festa in maschera che ha visto uomini e donne in abiti sfarzosi che riportavano ai secoli passati, quindi il doge e la dogaressa e i funzionari della Serenissima fianco a fianco a ottomani vestiti di tessuti preziosi ed esotici che uscivano dagli armadi di famiglia. Ad allietare i presenti la compagnia teatrale Acqualta che recitava brani da commedie di Goldoni: la piccola Venezia rivive sulle sponde del Bosforo!

bibliografia: http://virgo.unive.it/ecf-workflow/upload_pdf/Hilal_3.pdf

Il bailo. Palazzo di Venezia: l'ambasciatore,la moglie e un'ospite
Il bailo. Palazzo di Venezia: l’ambasciatore,la moglie e un’ospite