IL LASCITO È IL DONO DELLE CANTINE DEL NOTAIO

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IL LASCITO

IL LASCITO È IL DONO DELLE CANTINE DEL NOTAIO

PER CONDIVIDERE LA CELEBRAZIONE DEI VENTI ANNI DI ATTIVITÀ

IL LASCITO
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La storia delle Cantine del Notaio ce la racconta Gerardo Giuratrabocchetti: <Avevo, credo, circa sette anni, e ancora me lo ricordo come se fosse ieri. Mi avviai, per curiosare, verso la vigna del nonno. Lo trovai chino, vicino ad un tralcio. Era un uomo burbero e mi ispirava un timore reverenziale ma lì, tra le sue viti, aveva un’espressione serena e insolitamente dolce. Si voltò, mi vide e, improvvisamente, ridivenne serio. “Tu, come ti chiami?”, mi disse. Ero davvero spaventato. Il nonno è impazzito, pensai, non sa più come mi chiamo! Feci per filarmela, ma lui mi prese per un braccio e mi incalzò ancora “Tu, dimmi, svelto, come ti chiami?” “Gerardo” risposi, con un filo di voce. “Ti chiami Gerardo” disse, “ti chiami come me. Per questo, le mie vigne ti apparterranno”.

IL LASCITO
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Oggi, ripensando a lui, sorrido, riflettendo su come, dopo varie vicende e dopo oltre 30 anni, abbia ritrovato, fiero, le mie radici, raccogliendo quell’eredità di mio nonno e decidendo di farne il centro della mia vita. Comprendo, infatti, che la vera eredità trasmessami è, al di là delle vigne, quel patrimonio di valori, quell’amore per le cose “fatte bene”, quella voglia di fare più che avere.
Dedico, perciò, tutto quanto ho fatto e farò alla mia famiglia: a mio nonno che, silenziosamente, mi ha indicato la strada che per me, oggi, diventa maestra; ai miei genitori e, in particolare, a mio padre, Notaio, che mi hanno insegnato la tenacia nel realizzare i miei progetti ed il valore delle tradizioni; a mia suocera, donna di generosità e forza straordinaria ed a mio suocero, persona speciale, che mi avrebbe certamente incoraggiato con il suo ineguagliabile entusiasmo ed il suo amore per la vita.>

IL LASCITO
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Il Lascito è un vino elegantissimo e potente, il suo sorso racconta oggi l’anima e la passione di Gerardo e della sua famiglia, di tutti i loro collaboratori e la magia della terra lucana, il vulcano del Vulture. Nasce come blend dei migliori vini affinati nelle antiche grotte di tufo che risalgono al 1600. Questi antri naturali, scavati nel tufo vulcanico, grazie ad un perfetto e naturale equilibrio di temperatura, umidità costante e ventilazione, garantiscono condizioni eccezionali di affinamento del vino, che vi riposa all’interno di barriques, tonneau e botti. Tutte collegate tra loro, le grotte si sviluppano nel sottosuolo del paese creando un percorso sotterraneo di grande suggestione e si irradiano da una piccola e deliziosa piazzetta, chiamata Facìle, tipica dell’architettura locale. Il Facìle, con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo conseguente allo scavo delle grotte nel tufo, raccoglieva le acque piovane: era di fatto una specie di conca, una sorta di “bacìle”.

IL LASCITO
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Le uve sono 100% Aglianico del Vulture, all’occhio Il Lascito si presenta con un rosso carico e impenetrabile, riflessi dal porpora al granato; al naso frutti rossi maturi e spezie; in bocca avvolgente, ampio, tannini eleganti, con finale sapido, persistenza molto lunga. Un vino importante, per pranzi sontuosi a base di carne, anche di selvaggina. Eccelente accompagnamento di formaggi stagionati e soprattutto un vino da meditazione da gustarsi la sera in un ambiente rilassato e amico, perché si richiedono quiete, rispetto e contemplazione per cogliere i dettagli più nascosti di questo vino raro e prezioso.

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