LA MARATONA DEI CANEDERLI IN VAL CASIES

Categorie APPUNTAMENTI & NEWS, FOOD & DRINK, MONTAGNA
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LA MARATONA DEI  CANEDERLI IN VAL CASIES

 LATERALE DELLA PUSTERIA

APPUNTAMENTO CON IL PIATTO PIÚ CONOSCIUTO DELLA CUCINA ALTOATESINA

Maratone dei Canederli
La Maratona dei Canederli

Puoi percorrere la valle a piedi o con gli sci e fermarti lungo il percorso per conoscere il piatto più popolare della cucina altoatesina, in molte delle sue declinazioni: quelli tradizionali, quelli dolci o con i funghi, quelli interpretati in chiave gourmet dagli chef… Ogni tappa una sorpresa perché il canederlo-Knödel ha una miriade di varietà diverse: dal classico con lo speck, a quello con l’albicocca.

“La necessità aguzza l’ingegno
Le origini dei canederli risalgono al XII secolo. Secondo la tradizione popolare fu una contadina del posto a cucinarli per la prima volta, più per necessità che per virtù. Trovandosi la fattoria invasa da un gruppo di lanzichenecchi, la donna dovette reagire alla minaccia che avrebbero bruciato casa e stalle, a meno che non avesse provveduto a sfamare gli uomini. La donna, terrorizzata ma coraggiosa, corse in cucina e insieme alle sue domestiche raggruppò insieme tutto ciò che c’era di commestibile. Alla fine aveva sul tavolo solo un pezzo di speck, uova, pan secco, cipolle e farina. Le donne mischiarono tutti gli ingredienti insieme a latte e ad erbe aromatiche da giardino con cui crearono un impasto morbido. Con le mani ne formavano delle palle poi cotte in acqua salata. Il tegame venne portato ai lanzichenecchi che mangiarono tutto e finirono quindi per addormentarsi con la pancia piena. Da quel momento i canederli sono diventati il piatto più gustato della cucina altoatesina e quindi non c’è da meravigliarsi dinanzi all’abilità delle cuoche altoatesina nel prepararli.

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La creatività „canederliana“? la storia continua!
Con il tempo i canederli sono stati cucinati e preparati in tante varianti diverse, a seconda della regione e a discrezione della cuoca di casa. Non solo la versione “classica” con lo speck, ma anche con spinaci, formaggio, barbabietole, fegato tritato e tante altre mescolanze.
Se durante le vacanze potete ammirare le splendide Dolomiti di Sesto nella Val Pusteria, vi troverete ben presto un canederlo pressato nel piatto. E la variante preparata con farina di grano saraceno è tipica della Val Passiria. Se siete, invece, in viaggio in bicicletta durante la raccolta delle albicocche della Val Venosta dovete assolutamente fermarvi per una sosta alla celebre festa “marmo & albicocche” dove è d’obbligo lasciarsi tentare dalla fragranza dei dolci canederli alle albicocche, preparati dalle cuoche del posto, ciascuna con la sua arte e il suo qualcosa in più a contendersi il primato del gusto.
Il galateo del canederlo
Chi desidera un vero e proprio tuffo nella tradizione del canederlo, in malga ne chiederà due: uno in brodo e una asciutto insieme ad insalata verde o di cavolo cappuccio. Non ve ne pentirete! Assolutamente vietato tagliare i canederli con il coltello, perché significa che i canederli sono duri e sarebbe quindi un’offesa per la cuoca. I canederli, per essere degni di tale nome, devono essere abbastanza solidi da non perdere la forma, ma soffici in modo da poterli „tagliare“ con la forchetta. Una sfida vera per cuochi in erba!” cit. https://www.suedtirolprivat.com”

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La Maratona dei Canederli maratona-2

Canederli con lo Speck – Ricetta classica depositata

Ingredienti per i canederli con lo Speck (per 4 persone – 8 canederli):

250 g di pane raffermo. Si usa pane bianco (panini, rosette con la crosta) tagliato a dadini di circa mezzo cm di lato.
150 g di Speck dell’Alto Adige con la sua parte di grasso, tagliato a dadini fini di 2-3 mm di lato, tenendo presente che se sono troppo grossi compromettono la tenuta del Knödel
2 uova
1/4 di latte
1 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
farina, la minor quantità possibile, non oltre 30 grammi
sale e pepe

Rosolare la cipolla nel burro ed aggiungere lo Speck. Mescolare cipolla e Speck in un recipiente con il pane. Sbattere le uova, aggiungere il latte, il prezzemolo e l’erba cipollina. Pepare e salare con moderazione stante la presenza dello Speck. Mescolare con cautela l’impasto e lasciare riposare per 15 minuti o poco più. Aggiungere un po’ di farina; la quantità deve variare a seconda della consistenza del pane bagnato e può essere valutato nella giusta misura solo con l’esperienza; in genere uno o due cucchiai di farina devono essere sufficienti. La farina può essere ulteriormente diminuita e persino eliminata, specialmente se si usa latte caldo.
Formare con le mani i Knödel nella forma di palle di diametro di circa 5-6 cm. Sia in questa fase che nella precedente è importante che il pane venga lavorato con delicatezza in modo che non si spiaccichi ma conservi la sua struttura porosa. Il Knödel non deve essere né asciutto né molle. Se è troppo molle, non rassodare con farina ma con il pangrattato.
Il Knödel (anche quello da servire poi in brodo) va messo in acqua salata bollente e poi cotto per 15 minuti circa al minimo bollore.


Questa ricetta è stata depositata dall’Accademia Italiana della Cucina con atto Notaio Finelli di Bolzano di data 8 agosto 2003, quale ricetta ufficiale.

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La Maratona dei canederli-allo-speck