La mitica Classicissima ciclostorica con bici d’epoca

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La mitica Classicissima
La mitica Classicissima ciclostorica con bici d’epoca vuol dire partire di notte da Milano per raggiungere San Remo pedalando su biciclette originali costruite prima del 1930, pesi e meccanica, divise d’antan tutto ricalca la fatica immane che dovevano affrontare i ciclisti per percorrere la distanza tra le due città. Dopo la prima edizione in sordina e un rodaggio nei due anni seguenti,  l’appuntamento è fissato per il 19 marzo del 2016 con regole ancora più severe in fatto di ricostruzione storica della Classicissima: i controlli sull’originalità dei velocipedi usati sono ancora più severi e un giudice esperto e severo darà il nulla osta solo a chi usa veramente mezzi storici.

La mitica Classicissima
La mitica Classicissima
“CLASSICISSIMA D’EPOCA” Milano-Sanremo 4a edizione km 284
La partecipazione alla ciclostorica solo con bici e abbigliamento ante anni ’30. Partenza di notte da Milano alle ore 00 di sabato 19 marzo e arrivo previsto a Sanremo intorno alla ore 15.00 dello stesso giorno. La ” Classicissima d’Epoca” gunta alla quarta edizione e soprattutto dopo la versione in tratta unica del 2015 che tanto successo ha riscosso tra i partecipanti e sui media. La “Classicissima d’Epoca 2016”, con l’intento di rimanere il più possibile fedele alla tradizione sarà riservata esclusivamente alle biciclette costruite prima degli anni ’30. Ricalcherà la versione “lunga” dello scorso anno con partenza da Milano alle ore 00 di sabato 19 marzo e arrivo previsto a Sanremo intorno alle ore 15 dello stesso giorno.

La mitica Classicissima - intervista di Paolo Mei
La mitica Classicissima – intervista di Paolo Mei
Per consentire la partecipazione anche ai meno allenati, non in grado di percorrere per intero i 284 km della Milano Sanremo, l’organizzazione, anche in questo fedele alla tradizione, ha rispolverato la figura del “entraineur-suiveur” (o allenatore), corridore che entrava nella corsa in aiuto dei “routiers” solo in particolari e ben programmati tratti della gara.
 Pertanto chi in coscienza ritiene di poter percorrere solo alcuni tratti della Milano Sanremo ma non vuole rinunciare all’opportunità di viverne l’atmosfera e lo spirito di oltre 100 anni or sono, ha a disposizione due alternative:
1) partenza da Milano alla mezzanotte con il gruppo dei “routiers” (partecipando così a tutte le operazioni preliminari della vigilia nel quartier tappa dei professionisti), con possibilità però di usufruire di pullman al seguito (dotato di carrello portabiciclette) per lunghi tratti e riprendendo a pedalare in gruppo solo nelle zone più storicamente significative della Milano Sanremo. Unico tratto nel quale è auspicabile che tutti rientrino in gruppo sarà quello finale da Capo Berta a Sanremo per sfilare tutti insieme in via Roma sotto lo striscione della Classicissima dei professionisti.
2) partenza da una località intermedia ancora da definirsi (ovviamente coincidente con una delle località controllo/rifornimento che preciseremo in seguito) al sopraggiungere del gruppo partito da Milano. Questo vale anche per chi il venerdì a causa di impegni lavorativi fosse impossibilitato a recarsi a Milano alla punzonatura.

La mitica Classicissima
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Per tutti i partecipanti in caso di eccessivo affaticamento come pure di incidente meccanico, oltre al citato pullman scopa vi saranno al seguito anche due pullmini dell’organizzazione. Vi sarà anche la possibilità per eventuali gruppi di partecipanti che non vogliono utilizzare il pullman, di avere al seguito “ammiraglie” proprie, solo previo accordo con il comitato organizzatore. Dopo l’arrivo a Sanremo, ci trasferiremo con il pullman tutti ad Alassio con sistemazione per il pernottamento all’Hotel Garden dove la sera, durante la cena vi sarà la premiazione dei ciclisti eroici con l’intervento di illustri ospiti ex campioni.
La mattina di domenica 20 marzo ad Alassio, kermesse tipo pista in percorso transennato, ripercorrendo anche in questo la storia che prevedeva a favore del pubblico una giornata di spettacolo. Alla fine, pranzo e quindi nel primo pomeriggio partenza in pullman per il ritorno a Milano.

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Chi si iscriverà invece alla “Classicissima d’Epoca“ entro la fine di gennaio, potrà partecipare gratuitamente alla pedalata storica che ci sarà la terza settimana di febbraio a Laigueglia, in concomitanza con l’omonimo trofeo dei Professionisti con la presentazione delle squadre e la firma del foglio partenza sul palco, partenza e arrivo a Laigueglia con passaggio e rinfresco a Testico.
Obbligatorio per tutti inviare entro fine gennaio una mail con allegata copia del tesserino di appartenenza alla FCI o altri enti della consulta o un certificato medico in corso di validità per la pratica di attività sportiva agonistica. A breve in questo sito pubblicheremo maggiori dettagli per quanto riguarda il programma, il costo e le modalità per l’iscrizione.
Nel frattempo per eventuali ulteriori informazioni preferibilmente scrivere a classicissimadepoca@libero.it in alternativa chiamare il 3294318069.

La mitica Classicissima
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Il “Comitato per la Valorizzazione degli Itinerari Cicloturistici dei Colli di Coppi” è invece una Associazione di Promozione Sociale che si propone principalmente di far conoscere il territorio che ha visto nascere e crescere Serse e Fausto Coppi attraverso lo sport che li ha consacrati.
Chi abita queste terre vive un legame fortissimo con le medesime, con le tradizioni e con il buon cibo, tanto che anche i nostri due più famosi conterranei, Fausto Coppi e Pellizza da Volpedo, sono popolari in tutto il mondo ma mai hanno vissuto lontano dai luoghi natii e sempre hanno mostrato forte attaccamento e riconoscenza.

La mitica Classicissima
La mitica Classicissima
L’emozionate reportage di chi domenica 22 marzo 2015 ha seguito la Classicissima per alcuni decisivi chilometri. Pioggia e freddo hanno caratterizzato la corsa degli eroici: “Ho sempre sognato, per un miracolo della fantasia, di vedere una corsa dei primi anni del “900, quell’epoca favolosa in cui stava nascendo e sviluppandosi il grande ciclismo italiano di cui siamo indegni eredi. Ho raccolto per anni filmati e istantanee relative a grandi corse agli albori del secolo scorso. Di tutto questo ho scritto e pubblicato pensando di immedesimarmi nei suiveurs che assistevano al passaggio dei corridori, a volte bagnati come orsi, a volte con le facce impolverate dalle strade bianche. Non ho mai pensato però di potermi imbattere dal vero in una autentica MilanoSanremo.  Quando cominciava ad albeggiare non ho fatto fatica a svegliarmi presto e andare (comodamente in auto) sulla strada del Turchino. Pioveva a dirotto e per strada non c’era un cane. Rarissime le automobili. Mia moglie ha preparato 5 litri di the bollente al limone, tanta manna con un tempo simile. Grazie Alda! A Rossiglione, le prime luci di un livido mattino mi vedono riparato sotto la pensilina di un garage e riscaldato da un impermeabile Belle Époque che mi copre anche le gambe. Alle 6,28 ecco l’auto che annuncia la corsa; A poco più di 200 metri ecco il numero 4 De Ponti che solo, ma con una pedalata sicura anticipa Bertolucci, Segalini, Berruti J. e Croci. Neanche un minuto ed ecco arrivare Lamacchi, Boschi, Vettorato, Caggiati e via via tutti gli altri. 3 chilometri prima, in località Gnocchetto (km124) ultimo tratto in provincia di Alessandria , dove sono sempre iniziate le prime ostilità, un incidente meccanico aveva costretto alcuni membri del gruppo a chiedere l’intervento dell’assistenza. La Classicicsima prosegue. Con la nostra velocissima vettura, sollevando spruzzi in mezzo alla strada, rimontiamo i corridori. Li guardo in faccia, stanno abbastanza bene non si lamentano del freddo e della pioggia che scende sempre più fitta. Qualcuno ha realizzato con stracci e plastica dei soprascarpe improvvisati per proteggere le calzature di cuoio inzuppate fradice. In un amen siamo a Campo Ligure, paese natale di Giuseppe Oliveri, routier sprinter, terzo nella Sanremo dominata dalla Stucchi nel 1919. Anche qui il paesaggio è spettrale con la torre del vecchio castello che domina la statale. Il fiume Stura scorre impetuoso ma non come nell’esondazione di 5 mesi fa, quando in otto ore caddero 650 mm. di poggia, un record. Un record della sofferenza come quello che stanno per realizzare questi impavidi eroici-replicanti. Le pochissime auto che sopraggiungono in senso contrario rallentano la corsa e fissano sbigottite. Io, con il mio entusiasmo, sono ormai tornato nel 1907 o giù di lì e mi aspetto da un momento all’altro di veder comparire nella pioggia il Diavolo Rosso già in fuga da Pozzolo Formigaro e inseguito dai malefici francesi…. Ma mi devo accontentare di Boschi con quei baffoni imitati poi da Vettorato… (primogenitura e copyright. “©” Luciano Berruti da Cosseria che adesso è sulla vettura assistenza e trepida per Jacek su macchina Bianchi). Ecco il ponte, li sotto Oliveri ragazzo pescava le rane; adesso all’umido ci sono i nostri eroi che sguazzano tra una pozzanghera e l’altra. E continua a piovere. Penso al “teorema della goccia”, LA VEXATA QUESTIO se ci si bagna di più andando forte o andando piano…In linea di massima i molteplici ricercatori che hanno studiato la cosa dicono che bisogna tenere in considerazione molte variabili: la velocità del vento, la superficie corporea esposta, la dimensione e il peso delle gocce…. Alessandro De Angelis, dell’Istituto di Fisica dell’Università di Udine, nel 1987 pubblicò sull’European Journal of Physics un suo studio, dove concludeva che non c’è una grande differenza. Però animo! forza ragazzi voi dovete pedalare veloci, spingete con lena i vostri mezzi meccanici verso il Turchino, verso la grande barriera, verso “la montagna” che proiettava gli audaci nella gloria e nel tuffo verso la Riviera. Adesso a distanza di qualche giorno, mi rendo conto di essere stato l’unico suiveur, l’unico che ha avuto il privilegio di seguire l’ascesa verso il tunnel, non col fango, ma con l’asfalto lucido e 4° di temperatura, abbastanza freddo da congelare le dita e il naso. Masone: la strada si invortica in due tornanti mentre DePonti, sempre davanti, indomito e temerario guizza da un punto all’altro della carreggiata evitando qualche buca. Ama la solitudine, tiene il suo passo regolare e redditizio, acquista una nuova anima, un entusiasmo tutto suo, un volto concentrato che non teme le fatiche. Ma dietro di lui ha altri atleti che stanno recuperando mentre il vecchio tunnel si avvicina e guarda compiacente questo manipolo di coraggiosi.
La mitica Classicissima
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Il Turchino è sorpreso che, dopo tanti anni, le biciclette che ha tenuto a battesimo nella Classicissima si riaffaccino alla sua gola scura che tutto inghiotte e nasconde. Alla spicciolata arrivano tutti. Il dilemma è cambiarsi adesso o a Voltri dopo la discesa a capofitto verso il mare che oggi è scuro e limaccioso. Le facce sono rosse, i nasi paonazzi; il freddo è parzialmente vinto da un bicchiere di the fumante, così caldo che se lo vuoi bere devi allungarlo con l’acqua fredda. Nella galleria una corrente di aria gelida fa più male che la pioggia battente. Chi è pronto si getta subito in picchiata per la strada serpeggiante verso Voltri strada che si presenta con svolte improvvise e pericolosissime. E qui Silvano Croci da lezioni di equilibrismo scendendo a “tomba aperta” incurante del pericolo. Io che ho visto filmati di Magni, Nencini e Catullo Ciacci, e io che ho visto in TV Chiappucci sotto l’uragano venire giù dal Cuvignone e dal vivo (falco) Savoldelli ridicolizzare gli avversari nella discesa del Fauniera, comprendo che questo ragazzo è veramente un gran discesista, uno che sa guidare la bicicletta in modo spettacolare. Frena con i piedi, con le spalle, con le mani sulla ruota e anche col culo. Pochissimo col freno. Impiego un chilometro per riuscire a sorpassarlo in sicurezza e senza ostacolarlo. A Voltri (ore 7,47) è primo, lascia la pioggia e si infila nel locare caldo e confortevole del rifornimento. Gli altri arrivano a gruppetti e tremano, battono i denti. Qualcuno piange per il mal di piedi. Ecco entrare ancora in scena il provvidenziale thè al limone di “mamma Alda”. Adesso è tiepido e si può bere senza ustionarsi. Tutti si cambiano. E’la sosta più lunga della Classicissima; utile e necessaria anche se quando si ripartirà, dopo pochi minuti (8,28) saranno ancora bagnati. Ho vissuto l’epica. Ho imparato più il ciclismo eroico in queste tre ore che in 30 anni di studio e questo grazie anche alla pioggia che ha estremizzato le condizioni del Passo del Turchino che ho spesso pedalato ma non ho mai capito come l’ho capito oggi.”

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