Sotto la neve, pane… anzi pasta!

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Sotto la neve, pane... anzi pasta!

Sotto la neve, pane… anzi pasta!

Il grano duro di montagna non è molto conosciuto ma, forti del detto popolare “sotto la neve, pane”, quelli dell’azienda agricola Regina dei Sibillini ci hanno creduto e hanno coltivato il grano duro di montagna, è una varietà tardiva e viene seminato ad ottobre e ha una crescita lenta. Riposa sotto la neve che, da novembre a marzo, lo tiene riparato dal gelo e lo idrata poco alla volta. In primavera germoglia e poi cresce!

Sotto la neve, pane... anzi pasta!
Sotto la neve, pane… anzi pasta!

Il grano raccolto viene usato per produrre pasta, la lavorazione è artigianale e utilizza la trafilatura al bronzo e l’essiccazione a bassa temperatura. Viene usato solo il grano coltivato su questi monti. La filosofia che segue la proprietà è quella di rispettare la filiera cortissima: coltivazione e produzione negli stessi luoghi per ottenere un prodotto finale di alta qualità e che rispecchi la naturalità della montagna e cioè l’acqua, l’aria e poi condendo il tutto con l’abitudine della gente di montagna di fare le cose con estrema cura!

Sotto la neve, pane... anzi pasta!
Sotto la neve, pane… anzi pasta!

La Pasta Regina dei Sibillini si vede chiaramente che è ricavata dalla trafilatura al bronzo, di un colore giallino pallido. Per la degustazione abbiamo utilizzato i classici spaghetti. Cottura indicata in otto-dieci minuti, in realtà cuoce in un tempo un po’ più lungo. Per una pasta “di montagna” si potrebbe pensare a un sugo d’alta quota tipo ai funghi o allo speck e invece la sprofondiamo in un sugo mediterraneo: il rosso dei pomodori datterini, olio extravergine d’oliva, erbe di Provenza, il tutto insaporito con sale integrale delle saline del nostro mare. La pasta cuoce e profuma di grano, l’aspetto è appunto quello tipico della pasta trafilata al bronzo, nessuna collosità e giusta elasticità. Senza condirla si presenta tenace, della ruvidezza ideale per legare con il sugo, offre buona resistenza alla masticazione. Saltata nel sugo, lega perfettamente ai profumi e ai sapori mediterranei, la grossezza dello spaghetto (abbondante) favorisce la degustazione: un piatto di pasta che si presenta con ottime credenziali e in bocca lascia piacevolissime sensazioni. Una pasta che ha attirato l’attenzione di chef di rango ed è presente nelle loro cucine a dimostrazione dell’ottima qualità della Regina dei Sibillini!

Sotto la neve, pane... anzi pasta!
Sotto la neve, pane… anzi pasta!

Gli altri formati della Regina dei Sibillini comprendono, oltre agli spaghetti già menzionati, mezze maniche, fusilli, penne, moccolotti, ceppi, linguine e stringhette. La pasta è presentata in confezioni da 500 grammi in cartoncino con finestra per vedere il contenuto, il logo richiama il profilo del monte Priora, detta Regina dei Sibillini. Essendo un’attività che vanta una giovinezza invidiabile, è chiaro che le novità sono sempre all’ordine del giorno e, per esempio, i formati possono presentare novità non riportate qui.  U.B.

Sotto la neve, pane... anzi pasta!
Sotto la neve, pane… anzi pasta!

…. La sementa

non crescerà precoce in spighe vane,

che la fredda tua coltre l’addormenterà.

Io sento dir “Sotto la neve, pan”

(Pietro Mastri – “sotto la neve, pan”)

www.reginadeisibillini.it

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Sotto la neve, pane… anzi pasta!