Se quel ragazzo chiamato Moserissimo

Categorie By @lucianarota, SPORT
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Se quel ragazzo chiamato Moserissimo, adesso come adesso, proprio lì a Trento nella sua azienda agricola Villa Warth, fondata dai fratelli Diego e Francesco Moser – si togliesse di dosso, come sfilando una maglia di lana, gli ultimi trent’anni, beh, non te ne accorgeresti affatto. Cioè? Non capiresti la differenza. Perché? Prima di tutto per il fisico: quello asciutto ed elastico di un ragazzo che vive da campione. Un ragazzo che ancora si diverte a fare ripetute salita forza resistenza e le fa su e giù per le sue vigne, mentre sua moglie Carla (bella come allora) lo aspetta per il pranzo di canederli doc e un’insalata al Maso. Lui che si allena su e giù sugli scalini della Villa per accogliere la gente in visita alle cantine (al piano di sotto) e poi a degustare nettari e delizie divine (al piano di sopra) nel Salone delle Feste. Dove organizzano Carlo e Chicca, i figli (mentre Ignazio, da qualche parte, sta pedalando tosto con i giovani futuri professionisti della BMC).

MOSER FRANCESCO gruppo ©MOSNA
MOSER FRANCESCO gruppo ©MOSNA

Insomma, Francesco Moser, il phisique du role lo ha sempre ed è ancora quello del vincitore di Giri, Milano-Sanremo, Inferno del Nord (tre Paris-Roubaix signori miei, chapeau!). Ma oltre a quel fisico asciutto e alto, con quel capello brizzolato che sembra più che altro un vezzo, Francesco Moser è come 30 anni fa per come sorride e affronta curioso la vita. La sua e quella dei suoi figli che pedalano con lui decisi, dandosi turni regolari, per rimanere a quella velocità. La sua velocità. La velocità di un record che dura 30 anni e che si chiama, oggi, 51,151: come uno spumante Trentino Doc che alle bollicine speciali e da festa aggiunge il fascino dell’esploratore. Di chi non si accontenta mai. Di chi è attaccato alla propria Terra, alle origini, contadine e concrete, ma ha avuto fiuto e intelligenza. Ha esplorato. Ha messo la ruota su strade sconnesse (il pavé!) e poi su quelle lisce (la pista!). Ha inanellato chilometri e chilometri: di corsa di allenamento.

Ha girato il mondo e preso qualcosa da tutti e da tutto. Là c’è la curiosità del metodo francese, qui la musica e la gioia dei mariachi (quelli da lui scovati in formato venexian) che suonano come matti alla sua festa del Record, 30 anni esatti dopo il suo primato dell’ora di Città del Messico.

Moser è Moserissimo in tutto. Anche quando decide che quella è la strada e non ci sono deviazioni che tengano: puoi mettertelo in quel posto il tuo percorso abituale, magari suggerito dalla personale esperienza o dalla tua mappa interattiva. Se lui vuole andare da quella parte tu ci vai con lui o niente. Ti attacchi. E stai certo che arriverà primo lui, Moserissimo. Uno che lo chiamavano Sceriffo non si discute mai, ma i suoi figli, quelli dei cambi regolari nella cronosquadre della vita, loro vanno forte eccome. Pedalano alle Cantine Moser come a Città del Messico, dove hanno trovato il modo di stuzzicare la sua curiosità e il momento giusto per cantargliele in modo concreto: perché così questa volta, davanti ai suoi amici, capirà anche lui che non ha sempre per forza ragione! Almeno con i vini. Va da sé che la festa, bellissima, per 150 invitati “scelti” e affezionati (astenersi saronniani prego), è proprio anche questo: l’occasione per Carlo di chiedere al padre qualche volta di lasciare da parte la competizione e… accettare nuove idee.

E’ la celebrazione del Record che avviene il 25 gennaio 2014, trent’anni dopo quello storico doppio primato (19-23 gennaio 1984 che fu in Messico), è il racconto di uno strepitoso successo che fu anche di squadra (Moser con l’Equipe Enervit di Paolo Sorbini ed Enrico Arcelli, tanto per fare nomi e cognomi). E’ la storia da cantare e ricamare con tutti i particolari che ci sono. E quando una storia è già ricca di per sé c’è poco da inventare: quel Primato sull’Ora fu un capolavoro e nessuno lo potrà mai mettere in discussione.

MOSER F. ARCELLI E.©MOSNA
MOSER F. ARCELLI E.©MOSNA

Qualcosa di irripetibile, con uomini messi insieme in modo azzardato, se vogliamo, e ben quattro Università coinvolte (tutti leader per un solo capitano: quello con la posizione perfetta in bicicletta). Qualcosa che segnò un cambiamento: non solo nella velocità – Moser fu il primo uomo a superare i 50 km orari su due ruote senza motore – ma anche nella preparazione, nella cura dei dettagli, nella ricerca. Nell’esplorazione.

Un uomo curioso: questo è Francesco Moser, anche quando decide insieme con Alberto Sorbini – presidente di Enervit SPA – di mandare in scena la festa del Record dopo 30 anni. Curioso al punto che tutto sarà perfetto. Anche la formazione tavolo per tavolo, fra amici, giornalisti, vip e tifosi. Di ieri e di oggi. E campioni, molti fenomeni, in diverse specialità. Per fare nomi e declinare generi, partiamo dalla Ricerca: Enrico Arcelli, Francesco Conconi, Antonio Dal Monte, Ferruccio Ferrario. Per passare ai campioni: Vittorio Adorni, Ercole Baldini, Maurizio Fondriest, Ignazio Moser (si farà!), Gilberto Simoni. Ai tecnici: quello che irrompe con la sua voce e la sua personalità, a 92 anni!, in una telefonata coram populo e a sorpresa, Alfredo Martini e quello che… è il nuovo che avanza, Davide Cassani, appena incaricato del ruolo di ct della Nazionale. Ai giornalisti: i reduci di quel record e i reduci come appassionati tifosi: Pier Bergonzi, Beppe Conti, Andrea De Luca, Claudio Di Benedetto, Lorenzo Franzetti, Sergio Meda, Sergio Neri, Piero Ratti, Guido Rubino, Pier Augusto Stagi. Ai fotografi: su tutti il grande Remo Mosna, da Trento (c’è poco da fare se cerchi una fotografia di Moser, quella è sua!) ma trovi anche Ugo Bellò (fra sci e scie enogastronomiche…) e la figlia di Sandrino Girella, l’affermata Simona, che ricorda tanto il talento di suo padre (foto reporter d’assalto, ci manchi!).

MOSER FAMIGLIA E SORBINI ©MOSNA_9466
MOSER FAMIGLIA E SORBINI ©MOSNA_9466

E poi tutti gli amici, con Piero Gaiardelli in testa e la gentile Marina Sassi, tenera moglie dell’indimenticabile Aldo, la famiglia Sorbini (Maurizia, Alberto e Pino). Al Maso, insomma, perché la festa sia perfetta ci sono tutti: anche l’onorevole Romano Prodi, in rappresentanza di tutti gli altri tifosi famosi e meno che sono tanti. C’è persino il direttore del TG2 Costume&Società Rocco Tolfa, più nelle vesti di sommelier-tifoso (del buon vino soprattutto), il quale beato e perfettamente a suo agio in questo ambiente spontaneo si fa raccontare tutto fra sport, imprese e vini: uvaggi, profumi, contaminazioni, idee e bollicine di questa terra. Il Trentino. Terra di campioni. Chi può metterlo in dubbio?

La festa è un racconto di foto a colori e in bianco e nero che si alternano. E immagini che scorrono, quelle di Bike Channel che a questo storico record ha dedicato un film-doc. Perfetta sincronia con la passione per chi pedala.

Se sei curioso, insomma, da questa sarabanda non ne uscirai vivo. E’ una scorpacciata e una bevuta da perdere la testa. Se sei moseriano, poi, la racconterai ancora almeno per trent’anni. Tanto lui, Moserissimo, visibilmente commosso (per la prima volta!) ne avrà sempre pochi di anni da indossare. Con quel sorriso ad bambino intelligente oltre che furbo, che sta per lanciare la prossima sfida. Fra le vigne come in pista. Ed è già un nuovo record. Del resto, come dice il grande Ormezzano (che ha promesso di denunciarmi per diffamazione quando lo chiamo grande), “i record sono fatti per essere battuti”. Ma il suo non passerà mai. Di moda. Per fortuna aggiungiamo. E cin cin altre 51,151 volte almeno. Che si viaggia veloce da queste parti.

il filmato: http://youtu.be/YtfOehV1KqY

Moser 23 gennaio 1984 col
Moser 23 gennaio 1984 col